Viaggio nell’ospedale (quasi) fantasma di Soriano – Video

A vent’anni dalla chiusura si pensa agli ospedali da campo che non si sa con quali medici riempire, mentre altre strutture restano abbandonate
A vent’anni dalla chiusura si pensa agli ospedali da campo che non si sa con quali medici riempire, mentre altre strutture restano abbandonate
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L’ospedale di  Soriano Calabro oggi si presenta come una struttura quasi fantasma. Uno dei tanti, in Calabria, progressivamente svuotati nel tempo. Un’ala del presidio ospita una residenza sanitaria per anziani e qualche ambulatorio che funziona a singhiozzo. Tutto il resto è in uno stato di totale abbandono. I vecchi presidi medici, nuovi ma obsoleti, diventano rifiuti accatastati. Le sale che un tempo ospitavano i degenti sono mestamente vuote. A vent’anni dalla chiusura, nell’anno del coronavirus e della pandemia che ha messo in ginocchio il mondo, in Calabria si pensa agli ospedali da campo che non si sa con quali medici riempire. Mentre strutture come quella di Soriano, che potrebbero tornare funzionali, continuano a marcire.

Si trova di tutto all’interno di questo vecchio nosocomio. Si trovano anche faldoni e documenti, gettati alla rinfusa. Ma si trova anche qualcosa di intatto che potrebbe essere invece donato a chi ne ha, purtroppo, bisogno. Come una moderna carrozzina per bambini. Sembra dimenticata in un angolo del corridoio.  
L’ospedale di Soriano è come un corpo ibernato e privo di anima. Sono i sindaci dell’Alto Mesima  ad accompagnarci:  Vincenzo Bartone (sindaco di Soriano), Sergio Cannatelli (sindaco di Sorianello), Raffaele Scaturchio (sindaco di Dasà) e Vitaliano Papillo (sindaco di Gerocarne).

Sono compatti in quella che è stata da loro stessi definita una battaglia di civiltà, senza colore politico a difesa del diritto alla salute. Visitiamo i due piani della struttura, percorriamo i corridoi vuoti. Scorgiamo le insegne che indicano reparti ormai svuotati e visitiamo uno degli ultimi reparti ad essere dismessi: il Servizio di emergenza ed urgenza. Si trova al piano terra della struttura. Era qui il 118. Ma anche il laboratorio analisi, che oggi è un semplice punto prelievi. E c’era la Radiologia. La Medicina Generale. La Dialisi. La Ginecologia. La Sala parto. Accediamo senza difficoltà nelle stanze, quasi perfette a distanza di vent’anni dal loro abbandono. Ognuna dotata di  servizi igienici e di prese per l’ossigeno. Difficile trovarne di così funzionali, perfino nei grandi ospedali calabresi. Sono convinti i sindaci, quella adottata nei giorni in cui si insegue disperatamente l’emergenza, non sia la soluzione di cui ha bisogno chi vive in questa parte della Calabria. «L’ospedale da campo non è la soluzione – affermano all’unisono –   Bisogna riaprire i presidi dismessi. Bisogna riaprire l’ospedale di Soriano».  [Guarda il Video in basso]