Il responsabile anticorruzione Domenico Basile riconosce il diritto dei comitati civici Città Attiva e San Bruno a visionare gli atti come richiesto: «Un segnale importante per verificare come viene gestita l’assunzione del personale medico»
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Azienda Zero dovrà rendere accessibili i documenti relativi alle iniziative avviate per reperire anestesisti e rianimatori da destinare all’Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia. Il responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza dell’ente, Domenico Basile, ha infatti accolto la richiesta di riesame presentata dall’Osservatorio civico Città Attiva e dal Comitato San Bruno, dopo che una precedente istanza di accesso civico generalizzato era rimasta senza risposta.
Il provvedimento riguarda, in particolare, la documentazione detenuta da Azienda Zero sulle attività svolte nel periodo compreso tra giugno 2025 e il 6 luglio 2026 per il reclutamento di dirigenti medici specialisti in Anestesia e Rianimazione, con contratto a tempo pieno e indeterminato, da destinare all’Asp vibonese.
Il silenzio sull’accesso agli atti
La vicenda nasce dalla grave e ormai cronica carenza di anestesisti negli ospedali della provincia. Una situazione che, secondo quanto rappresentato anche dal direttore della struttura complessa di Anestesia e Rianimazione dello Jazzolino, renderebbe difficoltoso garantire un numero adeguato di sedute operatorie e una regolare organizzazione dei turni nei presidi di Vibo Valentia, Serra San Bruno e Tropea.
Il 20 giugno 2025 l’Asp aveva indetto un concorso pubblico, per titoli ed esami, per la copertura a tempo indeterminato di dieci posti di dirigente medico nella disciplina di Anestesia e Rianimazione. La procedura, tuttavia, veniva successivamente indicata dalla stessa Azienda sanitaria come «rimasta inevasa».
Con una nota del 31 ottobre 2025, l’Asp aveva quindi chiesto ad Azienda Zero di procedere al reclutamento delle dieci unità. Pochi giorni dopo, l’11 novembre, Azienda Zero aveva comunicato la disponibilità di una sola candidata idonea presente in una graduatoria approvata dall’Asp di Catanzaro e annunciato la prosecuzione dello scorrimento delle graduatorie vigenti.
Secondo quanto già denunciato dai comitati, al bando sarebbero pervenute 16 candidature, senza che fosse però possibile conoscere l’esito della procedura e le ragioni delle mancate assunzioni. Il 19 maggio scorso Città Attiva e Comitato San Bruno avevano pertanto chiesto l’elenco delle domande ricevute dall’Asp, i documenti sulle procedure attivate da Azienda Zero e gli atti relativi a tutte le iniziative intraprese per reperire gli specialisti.
L’istanza era rimasta priva di riscontro da parte di entrambe le amministrazioni. Da qui la richiesta di riesame sottoscritta dalla presidente dell’Osservatorio civico, l’avvocato Daniela Primerano, e dal presidente del Comitato San Bruno, Rocco La Rizza. I firmatari avevano definito illegittimo il silenzio delle amministrazioni, richiamando il diritto dei cittadini a esercitare un controllo diffuso sull’attività della pubblica amministrazione e sull’impiego delle risorse pubbliche.
«Documenti determinati e facilmente individuabili»
Nel provvedimento, il responsabile anticorruzione di Azienda Zero prende formalmente atto che l’ufficio competente non ha adottato alcuna decisione entro i termini previsti dalla normativa.
Dopo aver acquisito gli elementi istruttori, Basile rileva che la documentazione richiesta risulta «determinata e facilmente individuabile» e che la sua consegna non comporta «un’attività di elaborazione di dati o una ricerca documentale sproporzionata».
Il responsabile della trasparenza ha quindi disposto l’accoglimento del riesame, invitando la struttura competente – la Gestione delle risorse umane guidata da Laura Fondacaro – a consentire l’accesso agli atti entro i termini previsti dalla normativa.
I comitati: «Un segnale importante»
«È un segnale importante – affermano Città Attiva e Comitato San Bruno –, perché conferma che il diritto di accesso civico è uno strumento concreto per verificare come vengono gestite le procedure di reclutamento del personale medico, soprattutto in territori come Vibo Valentia, dove la carenza di anestesisti incide direttamente sui servizi ai cittadini».
Per le due associazioni, «la decisione rafforza il principio che la trasparenza amministrativa deve tradursi in atti accessibili, per garantire il controllo democratico da parte dei cittadini nella gestione della sanità regionale».



