VIDEO | Giuseppe Zaccaria 69enne di Vibo Marina racconta il percorso affrontato a Catanzaro: «Oggi sto bene, devo dire grazie ai medici che mi hanno seguito. A chi vuole andare fuori dico che qui ci sono grandi professionalità»
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«Grazie per avermi salvato la vita». È il messaggio che Giuseppe Zaccaria rivolge ai medici e agli operatori sanitari che lo hanno accompagnato in uno dei momenti più difficili della sua vita. Il 69enne di Vibo Marina oggi guarda al percorso affrontato con serenità dopo avere superato due tumori.
La sua storia inizia nel marzo del 2021, quando gli viene diagnosticato un linfoma al polmone sinistro. Durante i controlli successivi emerge anche un adenocarcinoma alla prostata. Due diagnosi che avrebbero potuto spingerlo a lasciare la Calabria per curarsi altrove, ma lui ha scelto di affidarsi alle strutture sanitarie della regione.

Il suo percorso si svolge in quella che oggi è l’azienda ospedaliera universitaria Dulbecco, ma quando è iniziato il suo calvario medico, nel 2019, i due presidi di Catanzaro erano ancora divisi tra il Policlinico Mater Domini di Germaneto e ospedale civile Pugliese-Ciaccio. «Vorrei ringraziare l'oncologia, la pneumologia e tutti i reparti che mi sono stati vicini in questi anni. Ancora oggi trovo persone disponibili e presenti - racconta -. Tutti i medici e gli infermieri mi sono stati vicini sia dal punto di vista umano che professionale».
L’uomo non nasconde le difficoltà affrontate durante le terapie. Ricorda i cicli di chemioterapia, i ricoveri e un episodio che avrebbe potuto avere conseguenze molto gravi. «Una notte sono arrivato al Pugliese con una grave insufficienza respiratoria. Mi hanno tolto quattro litri e mezzo di liquido. Mi dissero che se fossi arrivato mezz'ora più tardi non ce l'avrei fatta».
Nonostante tutto, racconta di non avere mai smesso di credere nella possibilità di guarire. «La forza e il coraggio mi hanno aiutato molto. Ma se non fosse stato per l’incoraggiamento dei medici e la loro umanità, non ce l’avrei fatta».
Ha scelto di curarsi in Calabria nonostante la contrarietà dei familiari: «Volevano portarmi a Milano, ma ho deciso di restare qui. E sono felice della mia scelta. Nella nostra regione ci sono professionisti preparati e non sempre è necessario andare al Nord».
Oggi Giuseppe continua a sottoporsi ai controlli periodici e convive con gli effetti delle terapie, ma il bilancio che fa è positivo. «Sono contento di poter raccontare questa storia e di essere rimasto in Calabria. Oltre alla professionalità dei medici ho trovato cordialità, disponibilità e attenzione», ribadisce.
Un pensiero finale lo rivolge a chi si trova ad affrontare una malattia oncologica: «Bisogna avere forza e coraggio. Sono qualità che aiutano ad andare avanti e ad affrontare tutto quello che arriva».



