Comitato San Bruno e Osservatorio civico Città Attiva scrivono alle prefetture, Asp e Regione chiedendo un intervento urgente sul servizio di emergenza territoriale: «La tutela del diritto alla salute non può subire deroghe, soprattutto nelle aree interne e montane»
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Non si placano le preoccupazioni per la sanità territoriale nel Vibonese. Come anticipato da IlVibonese.it, a destare allarme tra cittadini e comitati civici è lo stop delle postazioni di emergenza territoriale (Pet) di Serra San Bruno e Soriano Calabro. Una situazione che, nel pieno della stagione estiva e con l'aumento delle presenze turistiche, rischia di incidere sull'efficienza del servizio di emergenza-urgenza.
Sul tema sono intervenuti il Comitato San Bruno e l'Osservatorio civico "Città Attiva", che hanno inviato una Pec alle Prefetture di Vibo Valentia e Catanzaro chiedendo un intervento urgente per le ripetute interruzioni del servizio della Pet di Serra San Bruno e per la tutela del diritto alla salute dei cittadini del comprensorio montano delle Serre e dell'intera provincia.
La nota è stata trasmessa anche alla Regione Calabria, ad Azienda Zero e alle Aziende sanitarie competenti. «Nella segnalazione – spiegano i due sodalizi – abbiamo evidenziato le gravi criticità che stanno interessando il servizio di emergenza-urgenza nel comprensorio montano delle Serre, un territorio che, per conformazione geografica e condizioni della rete viaria, necessita di una presenza costante ed efficiente del servizio 118».
Servizio emergenza-urgenza vulnerabile
I comitati richiamano inoltre l'attenzione sulle peculiarità del territorio vibonese: «I tempi di percorrenza teorici non rispecchiano le reali difficoltà di un'area montana, dove frane, neve, ghiaccio, alberi caduti, nebbia e altre criticità possono allungare sensibilmente i tempi di intervento».
Secondo Comitato San Bruno e Città Attiva, «la contemporanea indisponibilità di più postazioni e la mancanza di mezzi sostitutivi, se confermate, delineano un quadro di particolare vulnerabilità dell'intera rete dell'emergenza sanitaria provinciale». Per questo chiedono alle istituzioni competenti di accertare le cause dei ripetuti fermi della Pet di Serra San Bruno, verificare l'organizzazione del servizio e adottare ogni provvedimento necessario per garantire la continuità dell'emergenza territoriale.
L'obiettivo, sottolineano, è il ripristino stabile del servizio H24 della Pet di Serra San Bruno e il pieno funzionamento di tutte le postazioni di emergenza previste sul territorio provinciale, «affinché nessuna comunità venga privata di un presidio essenziale».
L’incremento dei turisti
Una richiesta che assume particolare rilevanza nel periodo estivo, quando il comprensorio delle Serre e l'intera provincia di Vibo Valentia registrano un consistente incremento della popolazione per il rientro degli emigrati, la presenza di turisti e lo svolgimento di numerose manifestazioni religiose, civili e culturali. «Proprio in queste settimane – osservano – è indispensabile che il sistema dell'emergenza-urgenza sia pienamente operativo e in grado di garantire risposte tempestive a cittadini e visitatori».
La posizione dei due sodalizi resta netta: «La tutela del diritto alla salute non può subire deroghe, soprattutto nei territori montani e nelle aree interne. Confidiamo nell'autorevole e tempestivo intervento delle istituzioni affinché venga restituita serenità all'intero territorio provinciale, oggi sempre più preoccupato per il progressivo indebolimento di un servizio essenziale come quello dell'emergenza-urgenza».


