L’ultimo atto della riforma dell’emergenza urgenza in Calabria finisce davanti ai giudici amministrativi. Avranno infatti una coda giudiziaria le procedure – ancora in corso - di trasferimento di funzione e dipendenti del personale 118 dalle cinque aziende sanitarie ad Azienda Zero.

A promuovere ricorso al Tar Calabria è stato il sindacato Nursing Up che, dopo essersi sfilato dalle trattative volte a definire le modalità di passaggio del personale, ha impugnato il decreto del commissario ad acta (62/2026) con cui è stato recepito l’accordo siglato con le organizzazioni sindacali.

Non tutte. Alcune infatti non si sono affatto presentate al tavolo delle trattative, come il Nursing Up; altre ancora si sono rifiutate di firmare. A siglare il documento, infine, la sola Cisl Fp, la Fials e il Nursind, tra le organizzazioni del comparto. Un atto che nei fatti ha spaccato il fronte sindacale.

In ogni caso, il Tar si pronuncerà a breve sul caso. Il 17 giugno è stata infatti fissata l’udienza per l’istanza cautelare. Il sindacato ha chiesto la sospensiva del decreto in attesa che il Tribunale esamini nel merito la legittimità del provvedimento. Nel frattempo, infatti, le procedure stanno proseguendo, la prima azienda interessata al passaggio di funzione e personale è l’Asp di Vibo Valentia.

Nelle ultime settimane, il dg di Azienda Zero ha adottato le delibere di trasferimento del personale, con qualche dietrofront dell’ultimo minuto. Proprio ieri è arrivata la rettifica di un precedente atto con cui si è preso atto del ripensamento espresso da alcuni operatori sanitari che resteranno dunque. Su un organico di 86 unità, infine (per ora) in 59 hanno aderito al passaggio.

E si è ancora solo all’inizio. Rallentamenti ha subito la tabella di marcia dettata dal dg Gandolfo Miserendino ai fini del completamento dell’operazione. Nel cronoprogramma, inizialmente illustrato alle organizzazioni sindacali, entro fine maggio era prevista la conclusione del passaggio del personale dell’Asp di Vibo Valentia e dell’Asp di Cosenza.