Da parte del dirigente dell’Azienda sanitaria apertura alle proposte del Terzo settore e impegni sul fronte del rafforzamento della sanità territoriale: «Non deve essere più il paziente a rincorrere il medico»
Tutti gli articoli di Sanità
PHOTO
Un confronto durato oltre due ore e mezza, all'insegna del dialogo e della programmazione condivisa, per affrontare le criticità della sanità vibonese e costruire un nuovo modello organizzativo territoriale. È questo il principale risultato dell'incontro che si è recentemente tenuto tra il commissario dell'Asp di Vibo Valentia, Antonio Battistini, e il Comitato consultivo aziendale misto (CCAm).
La riunione ha rappresentato il primo momento ufficiale di confronto tra il nuovo vertice dell'Azienda sanitaria provinciale e l'organismo che raccoglie le associazioni impegnate nella tutela dei diritti dei cittadini e degli utenti del servizio sanitario. Un appuntamento particolarmente atteso, anche perché negli ultimi mesi l'avvicendamento alla guida dell'Asp non aveva consentito di affrontare numerose questioni rimaste aperte da oltre due anni al tavolo di concertazione.
Nel corso dell'incontro, il commissario Battistini ha illustrato i punti cardine del progetto che intende sviluppare per il rilancio della sanità provinciale, evidenziando la necessità di un percorso condiviso con tutti gli attori del sistema: operatori sanitari, dipendenti dell'Azienda, enti del Terzo settore e rappresentanze dei cittadini.
Partendo dall'analisi delle criticità storiche che interessano il comparto sanitario vibonese, Battistini ha delineato una strategia orientata al rafforzamento della medicina territoriale e di prossimità, al potenziamento delle attività dell'ospedale Jazzolino, delle Case di comunità e degli Ospedali di comunità, con l'obiettivo di rendere sempre più efficace la presa in carico dei pazienti direttamente sul territorio.
La filosofia illustrata dal commissario, secondo il resoconto fornito dal Ccam guidato dal presidente Leonardo Monteleone, è apparsa chiara: portare, per quanto possibile, il medico vicino al cittadino e non costringere il cittadino a rincorrere i servizi sanitari. In quest'ottica, particolare attenzione sarà dedicata alla riorganizzazione del Distretto sanitario, anche per recuperare i ritardi accumulati nelle liste d'attesa, nei pagamenti ai fornitori e nella liquidazione delle attività aggiuntive svolte dal personale sanitario.
Un ruolo determinante sarà affidato alla rete della medicina territoriale. L'intenzione è quella di creare un sistema integrato in cui medici di medicina generale, guardie mediche, operatori sanitari e realtà del Terzo settore collaborino stabilmente per garantire una risposta più rapida e appropriata ai bisogni della popolazione. Un modello che, a regime, dovrebbe consentire di ridurre gli accessi impropri al Pronto soccorso, riservando le strutture ospedaliere ai casi che necessitano effettivamente di cure specialistiche non erogabili a domicilio o in regime di day hospital.
Nel suo intervento, Battistini ha inoltre ribadito la volontà di riportare il cittadino e i suoi bisogni al centro dell'azione amministrativa dell'Asp, attraverso percorsi organizzativi fondati sulla trasparenza, sul rispetto delle procedure e sul coinvolgimento diretto della dirigenza nella soluzione dei problemi più complessi.
Per realizzare questo progetto, il commissario ha proposto l'avvio di una fase di co-programmazione e amministrazione condivisa, aperta al contributo delle associazioni e delle organizzazioni che operano nel settore sanitario, con l'obiettivo di valorizzarne competenze ed esperienze.
Soddisfazione è stata espressa dal presidente del Ccam Monteleone, che al termine della riunione ha definito l'incontro «molto positivo e produttivo».
«Le linee programmatiche illustrate dal commissario Battistini sono da accogliere con spirito costruttivo e con senso di responsabilità. Da parte del Comitato vi sarà il massimo impegno per contribuire al raggiungimento degli obiettivi indicati e per favorire un rapporto di collaborazione stabile tra cittadini e Azienda sanitaria», ha dichiarato.
«Nessuno - ha aggiunto - pensa che esistano soluzioni immediate o bacchette magiche capaci di risolvere problemi stratificati nel tempo. Tuttavia, attraverso il confronto, l'ascolto reciproco e una collaborazione leale tra istituzioni, operatori e cittadini, sarà possibile costruire una sanità più vicina alle esigenze del territorio, in grado di rispondere meglio ai bisogni delle comunità locali e di tornare attrattiva anche per i professionisti sanitari di cui il Vibonese ha fortemente bisogno».
L'incontro si è concluso con il reciproco impegno a proseguire il confronto nelle prossime settimane, avviando un percorso di collaborazione che punta a trasformare le intenzioni programmatiche in interventi concreti per il miglioramento dei servizi sanitari nella provincia di Vibo Valentia.

