Il primo “provvedimento” adottato dal nuovo commissario straordinario dell’Asp di Vibo, Vittorio Sestito, è stato quello di sospendere gli effetti dell’ultima delibera emanata dalla triade commissariale uscente, che ieri ha terminato il mandato di 18 mesi alla guida dell’Azienda sanitaria provinciale dopo lo scioglimento per mafia decretato nell’autunno 2024.

Sebbene Sestito non abbia promulgato un atto formale, in via ufficiosa ha comunicato al presidente della Conferenza dei sindaci di Vibo, Salvatore Fortunato Giordano, primo cittadino di Mileto, la sospensione della riorganizzazione della rete territoriale delle guardie mediche, che aveva sollevato durissime critiche da parte dei sindaci dell’area montana.

Giordano: «Sestito ci ha dato garanzie sulla volontà di confrontarsi con i sindaci»

La questione, come conferma lo stesso Giordano, sarà affrontata nella nuova conferenza dei sindaci in programma lunedì 13 aprile, anche se Sestito non ci sarà. «Lunedì – riferisce Giordano – deve essere a Roma con il presidente della Regione Roberto Occhiuto, per definire ulteriori passaggi amministrativi. Ma il commissario Sestito, davanti alle rimostranze dei sindaci, soprattutto delle zone montane, si è dichiarato disponibile a rivedere tutta la riorganizzazione delle guardie mediche, valutando le criticità che saranno focalizzate in conferenza dei sindaci. Nel frattempo, la delibera già emanata non produrrà effetti, quindi la situazione rimane così com’è fino a quando non verrà assunta una decisione definitiva che tenga conto delle osservazioni dei Comuni».

La gratitudine dei sindaci: «Segnale di apertura al confronto»

La sospensione è stata accolta con grande soddisfazione dai sindaci di Brognaturo, Spadola e Simbario, tra i primi a criticare la riorganizzazione delle guardie mediche prevista dalla delibera n. 176, che ora leggono il rinvio come un primo passo verso un confronto più ampio con i territori interessati.

In una nota, i primi cittadini parlano mettono al centro soprattutto il valore politico e istituzionale della scelta maturata in vista dell’incontro fissato per lunedì 13 aprile, un esplicito «un segnale di attenzione e disponibilità al dialogo istituzionale». Per i tre sindaci, c’è la necessità di non irrigidire il confronto, con l’obiettivo di discutere nel merito una riorganizzazione che nei giorni scorsi ha suscitato reazioni e preoccupazioni soprattutto nei centri dell’area interna.

I territori montani al centro della discussione

I primi cittadini richiamano infatti «l’importanza di un confronto costruttivo che tenga conto delle peculiarità dei territori montani e delle reali esigenze delle comunità locali, spesso caratterizzate da condizioni di maggiore fragilità e difficoltà di accesso ai servizi sanitari».

Il riferimento è alle criticità strutturali che segnano le aree interne, dove tempi di percorrenza, collegamenti e distanza dai presìdi sanitari rendono il tema della continuità assistenziale particolarmente delicato. Per questo, nella presa di posizione dei tre amministratori, la sospensione della delibera viene interpretata non come un punto di arrivo, ma come l’occasione per aprire una discussione fondata sulle condizioni concrete dei territori.

Il ringraziamento a Sestito e l’auspicio per le prossime scelte

I sindaci esprimono un ringraziamento al commissario «per la sensibilità dimostrata» e auspicano «che il percorso di confronto possa portare a soluzioni equilibrate, capaci di garantire la piena tutela del diritto alla salute e un servizio di Continuità assistenziale efficiente e vicino ai cittadini».