Appuntamento per sabato 29 agosto: l’Osservatorio civico di Vibo mobilita cittadini e associazioni nella piazzetta dello Jazzolino per rilanciare le istanze sulle carenze del sistema sanitario. Nel mirino anche consultori, Medicina nucleare e carenza di personale
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Negli ultimi tre anni piazzetta Padre Pio, all’ingresso dell’ospedale Jazzolino di Vibo Valentia, è diventata il simbolo di una comunità che non si arrende. Dal 1° marzo 2023, sotto la pioggia d’inverno e il sole d’estate, quello spazio è diventato un luogo di riflessione e denuncia sulle carenze della sanità vibonese, ma anche di confronto e proposta per migliorare servizi che, troppo spesso, non riescono a rispondere ai bisogni dei cittadini.
Sabato 29 agosto, ore 11.00, l’Osservatorio civico Città Attiva e le associazioni impegnate nella difesa della sanità pubblica torneranno a riunirsi nella piazzetta per ribadire la necessità di garantire il diritto alla salute a tutti, e non soltanto a chi può permettersi di ricorrere alla sanità privata o di curarsi fuori regione.
A lanciare l’appello alla partecipazione è l’avvocato Daniela Primerano, tra i referenti dell’Osservatorio civico, insieme alle legali Francesca Guzzo e Ornella Grillo.
Le criticità denunciate
Primerano indica i temi che saranno al centro dell’incontro: «L’emodinamica h24 prevista a Vibo Valentia è stata cancellata dalla delibera della Giunta regionale n. 400 del 21 luglio 2026. A questo si aggiunge il caso del reparto di Psichiatria che, dal dicembre 2023, non effettua ricoveri ordinari».
L’elenco delle criticità, secondo l’Osservatorio, è lungo. «Il reparto di Urologia di Tropea è stato smantellato e la Proctologia, che registrava numeri importanti, è stata ridotta al minimo. Non abbiamo la Medicina nucleare, manca una lungodegenza allo Jazzolino e non esiste un reparto di recupero e riabilitazione».
Tra le questioni sollevate anche quella dei 16 anestesisti che avevano partecipato al bando pubblicato dall’Asp di Vibo Valentia, «rimasto inspiegabilmente inevaso». Inoltre, «sul territorio non si registra alcun potenziamento dei Centri di salute mentale e non c’è traccia degli otto consultori previsti sulla carta».
L’appello alla mobilitazione
Per Città Attiva il cambio di passo è ancora lontano. «I servizi sono ridotti all’osso e questo impedisce anche la creazione di nuovi posti di lavoro che potrebbero consentire a tante persone di costruire qui una vita dignitosa, anziché essere costrette a partire».
Per questo l’Osservatorio conferma il presidio mensile. «Il 29 agosto saremo, come sempre, in piazza per denunciare tutto questo. Lo facciamo perché siamo liberi, non abbiamo padroni che stabiliscono se e quando possiamo parlare o cosa possiamo dire: rispondiamo solo alla nostra coscienza».
Un impegno che coinvolge rappresentanti di comitati civici e associazioni di Vibo Valentia e della provincia. Alla domanda su dove trovino la forza per andare avanti, la risposta di Daniela Primerano è semplice: «Guardando negli occhi i nostri figli».



