In una sanità vibonese che continua a fare i conti con carenza di personale, reparti sotto pressione e servizi spesso non adeguati alla domanda del territorio, arrivano ancora parole di stima e riconoscenza per chi, ogni giorno, prova a colmare con professionalità e umanità le lacune del sistema. È il caso della lettera inviata a Il Vibonese da Lucia e Gaetano e “indirizzata” all’ospedale Jazzolino di Vibo Valentia, in particolare, alla dottoressa Marianna Rodolico e al personale infermieristico del reparto di Osservazione Breve Intensiva (Obi).

Parole semplici, ma dense di emozione, nate da un momento drammatico, il ricovero del figlio dopo un incidente stradale. Nella paura e nella fragilità, la famiglia racconta di aver trovato «un’équipe capace di unire competenza medica ed empatia», sottolineando come «ogni gesto, ogni spiegazione e ogni cura» siano stati un sostegno prezioso in ore difficili.

È un ringraziamento che va oltre il singolo episodio e che restituisce il senso più profondo del lavoro svolto da medici, infermieri e operatori dello Jazzolino, spesso chiamati a operare in condizioni complesse, dentro una sanità che nel Vibonese sconta criticità strutturali ormai note. Eppure, nonostante tutto, continuano ad arrivare attestati di affetto e gratitudine da parte di pazienti e familiari: segni concreti di fiducia verso professionisti che, anche quando il sistema non regge, riescono ancora a far sentire le persone accolte, ascoltate e curate.

Nella lettera, Lucia e Gaetano affidano al personale ospedaliero il loro «più sincero ringraziamento» per il lavoro svolto «con dedizione e sensibilità». Un riconoscimento che, in un contesto difficile come quello della sanità vibonese, assume un valore ancora più forte: quello di ricordare che, dietro le carenze e i disservizi, ci sono donne e uomini che continuano a rappresentare il volto migliore della cura.