L’Osservatorio civico Città attiva torna a scrivere al prefetto di Vibo Valentia per denunciare criticità nella costituzione del Comitato Consultivo Aziendale misto dell’Asp. In particolare, le rappresentanti del sodalizio Daniela Primerano, Francesca Guzzo e Ornella Grillo chiedono un incontro al prefetto Anna Aurora Colosimo e contestano nel dettaglio le modalità adottate dall’Azienda sanitaria provinciale.

«Siamo costretti a rivolgerci nuovamente a Lei», scrivono, ricordando anche la precedente segnalazione successiva alla risoluzione del protocollo d’intesa per lo sportello “SOS Liste d’Attesa”, «che ancora oggi non ha trovato soluzioni nonostante gli impegni assunti dalla Commissione straordinaria». Questa volta, però, al centro della protesta vi sono le procedure per la costituzione del Comitato Consultivo Aziendale misto. «Vogliamo esprimere tutto il nostro disappunto per le procedure adottate», affermano dall’Osservatorio civico, sottolineando come le criticità siano state più volte evidenziate durante le riunioni, anche alla luce del ruolo proattivo riconosciuto al Comitato nell’incontro del 3 dicembre in Prefettura.

In quella sede, ricordano, era stata prospettata la creazione di un tavolo di lavoro aperto anche ai soggetti non presenti, con l’obiettivo di favorire una collaborazione concreta tra Asp e associazioni. Tuttavia, «nei fatti, durante le riunioni propedeutiche all’approvazione del regolamento, non è stato preso in considerazione nulla di quanto da noi evidenziato o eccepito». Da qui una presa di posizione netta: «La nostra eventuale adesione all’avviso che verrà pubblicato dall’Asp non avrebbe alcun senso», poiché ogni contributo risulterebbe «limitato da clausole incomprensibilmente escludenti» e da «schieramenti che ci hanno immediatamente sviliti a meri spettatori di uno spettacolo già scritto da una maggioranza formata in spregio di ogni principio democratico e inclusivo».

Tra i punti contestati, le modalità di convocazione del tavolo di confronto, che secondo Città attiva non hanno coinvolto associazioni attive da anni nella tutela del diritto alla salute e accreditate ai sensi del Codice del Terzo Settore. Critiche anche alla composizione del Comitato, in particolare per il peso attribuito al Forum del Terzo Settore. «Prevedere sui cinque posti disponibili una riserva di tre per il Forum introduce una disparità irragionevole e non proporzionata», sostengono, evidenziando come ciò contrasti con i principi costituzionali di pluralismo e sussidiarietà.

Particolarmente dura la contestazione della clausola di astensione prevista dal regolamento, che esclude o limita la partecipazione di chi ha promosso azioni giudiziarie contro l’Asp. Secondo le firmatarie, questa previsione «produce un effetto dissuasivo sull’esercizio del diritto alla tutela giurisdizionale» e finisce per «silenziare le voci critiche o in posizione di antagonismo». «La posizione dei Comitati è assolutamente trasparente», rivendicano, «abbiamo sempre tutelato esclusivamente l’interesse collettivo denunciando disservizi, carenze di personale, di posti letto e di risorse».

Le conseguenze pratiche, spiegano, sarebbero rilevanti: con queste limitazioni l’Osservatorio civico non potrebbe partecipare al confronto su temi cruciali per la sanità vibonese che nel corso del tempo ha provveduto a segnalare, come l’interruzione dei ricoveri ordinari nel reparto di psichiatria, degli interventi di urologia e delle attività ambulatoriali di neurologia, la carenza di anestesisti e rianimatori, il mancato completamento delle procedure concorsuali per l’assunzione di specialisti o la mancata attivazione delle agende dedicate ai malati oncologici. «I Comitati Consultivi – sottolineano –  come suggerito dalla loro stessa denominazione e dalla prassi sono organi con funzioni participative e consultive. Il loro scopo è quello di includere nel processo decisionale della Pubblica Amministrazione le istanze e i punti di vista dei diversi portatori di interesse (cittadini, associazioni, operatori del settore)». Per questo, «la clausola inserita nel regolamento comprime irragionevolmente questa funzione partecipativa».

«È evidente che le associazioni debbano essere messe in condizione di partecipare tutte paritariamente, senza vincoli limitanti né infondati privilegi», aggiungono dall’Osservatorio, sottolineando che «un’amministrazione pubblica non può utilizzare il proprio potere regolamentare per penalizzare o scoraggiare l’esercizio di un diritto costituzionale».

Le firmatarie della lettera riferiscono che in assenza di risposte, la loro posizione resta ferma: «In mancanza di un riscontro non aderiremo all’avviso che verrà pubblicato dall’Asp», ribadiscono, evidenziando che la partecipazione sarebbe comunque «fortemente limitata dalle clausole contestate».

Daniela Primerano, Francesca Guzzo e Ornella Grillo, concludono chiedendo un incontro al prefetto «per esporre tutte le nostre ragioni» e sollecitare un intervento che garantisca «una piena partecipazione dei Comitati al costituendo Comitato Consultivo Aziendale misto».