domenica,Settembre 26 2021

Varco nel muro della Don Bosco, parla il sindaco: «Servirà ad acquisire una nuova socialità»

Per Maria Limardo «l’abbattimento di circa tre metri della recinsione della scuola, andrà a beneficio di tutta la collettività che potrà usufruire di uno spazio verde attrezzato»

Varco nel muro della Don Bosco, parla il sindaco: «Servirà ad acquisire una nuova socialità»

Tiene banco il dibattito sull’abbattimento di una porzione del muro perimetrale della scuola Don Bosco di Vibo Valentia. Esponenti politici e semplici cittadini si dividono tra favorevoli e contrario per quello che, nelle intenzioni della Giunta comunale, era un intervento da inserirsi nell’ottica di una riqualificazione dell’intera piazza Martiri d’Ungheria. Sul punto si registra, a fronte delle polemiche di questi giorni, l’intervento del sindaco Maria Limardo.

«Il dibattito di questi giorni – spiega il primo cittadino – e la lettera aperta di una concittadina pubblicata nei giorni scorsi sulle principali testate locali, mi offre lo spunto per alcune considerazioni sulle ragioni che hanno determinato la scelta dell’Amministrazione comunale da me guidata all’apertura di un varco pedonale e all’acquisizione ad una nuova socialità e, dunque, a beneficio di tutta la collettività, di uno spazio verde attrezzato tramite l’abbattimento di circa tre metri di muro perimetrale della scuola “Garibaldi”».

Per Maria Limardo «va premesso che dietro ogni azione amministrativa si colloca una visione progettuale ben precisa nell’ottica dell’adempimento di quel patto elettorale a suo tempo stipulato con i cittadini. Ciò posto, nel caso di specie, l’Amministrazione comunale ha assunto la decisione guardando al risanamento, alla sicurezza urbana e scolastica e al migliore utilizzo di un’area verde sostanzialmente mai utilizzata».

Tramite l’abbattimento di «una piccola porzione di quel muro» prosegue, «ci prefiggiamo di raggiungere plurimi obiettivi. Innanzitutto, e chi conosce i luoghi sa di cosa si sta parlando, va sottolineato che il perimetro della scuola è accessibile da via Santa Maria dell’Imperio da oltre 15 anni, data in cui con l’accettazione di tutta la comunità, anche di quella scolastica, è stata realizzata l’attuale area di parcheggio, peraltro bene accolta. Sgombrato dunque il campo dalla necessità di garantire l’impenetrabilità delle strutture scolastiche, l’obiettivo primario rimane quello di migliorarne vivibilità e sicurezza. Va infatti precisato che nell’area sarà fortemente potenziata l’illuminazione pubblica e che la stessa sarà dotata di idonee telecamere con registrazione delle immagini. La possibilità di consentire facile accesso – esclusivamente pedonale – alla centrale piazza Municipio e a quel “salotto buono” la cui desertificazione è fonte di non poche, quanto diffuse, preoccupazioni, consentirà che l’area acceda automaticamente ad un livello di sicurezza maggiore proprio perché sarà maggiormente frequentata. Ancora, non sarà sfuggito, che piazza Municipio è sempre più frequentata da famiglie con bambini che, immaginiamo, di buon grado approfitteranno di un’area attrezzata a parco giochi per frequentare il centro cittadino».

Dunque, per il sindaco, «l’intervento, in questo tempo di pandemia, consente un concreto ed immediato utilizzo alle famiglie di uno spazio pubblico non utilizzato per fini scolastici e, peraltro, attualmente insicuro, nonché il collegamento con il parcheggio gratuito esistente alle spalle del “salotto buono”. Va ricordato che le opere realizzande hanno ottenuto il parere favorevole da parte della Soprintendenza ai beni archeologici e belle arti unica titolata ad indicare la via tra obblighi di conservazione e modificazioni urbanistiche del territorio al passo con i tempi. Si aggiunga che sono in corso i procedimenti che vedranno piazza Municipio proiettata a costituire fondamentale elemento attrattore per tutta la Provincia e che, per come già significato, non si mancherà di coinvolgere – tra gli altri stakeholder – direttamente la dirigenza scolastica, le associazioni e i comitati dei genitori, in una logica di partecipazione e adeguamento della funzionalità progettuale alle esigenze scolastiche. Saranno tenute presenti le normative vigenti che aprono i beni e gli spazi scolastici alla fruizione pubblica: (art. 1 lett. g) L. 23/96) che prevede “la piena utilizzazione delle strutture scolastiche da parte della collettività”. Infatti, al di là e oltre lo stile prescrittivo delle legislazioni risalenti al 1975, la presenza di spazi verdi fruibili in un’ottica di ambiente educativo integrato, non solo arricchisce l’abitabilità del luogo, ma diventa anche fonte inesauribile di apprendimento. La scuola del futuro dev’essere aperta al territorio, diventando luogo di riferimento per la comunità. Un’idea diversa di scuola – conclude il sindaco Limardo – emerge anche dai nuovi metodi pedagogici, che determinano l’integrazione, la complementarità, la flessibilità e la polivalenza dei suoi spazi. Le esperienze di nuova didattica e di apertura al territorio sono già diffuse in Italia: si adattano alle strutture esistenti, cercano di emergere con forza e talvolta con fatica».

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