domenica,Luglio 25 2021

Covid Vibo, ancora stop a processioni: la disposizione della diocesi di Mileto

L’amministratore apostolico Oliva sceglie la linea della cautela e invita parrocchie e fedeli a vivere le festività di paese all’insegna della sobrietà e della preghiera

Covid Vibo, ancora stop a processioni: la disposizione della diocesi di Mileto
Il vescovo di Locri-Gerace Francesco Oliva

Nessun ripristino delle processioni nella diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, almeno per il momento. Questo annuncia l’amministratore apostolico Francesco Oliva, spinto dal desiderio di rispondere alle «tante richieste in merito all’opportunità della ripresa delle processioni, per prevenire iniziative individuali che mettono in crisi il camminare insieme e la condivisione di un comune percorso pastorale. [Continua in basso]

Precauzioni per la pandemia

Non potendo assicurare nello svolgimento delle processioni il rispetto delle misure precauzionali determinate da autorità sanitarie, civili e religiose – spiega in una lettera indirizzata a religiosi e laici – così come previsto dalla Legge 17 giugno 2021, n. 87 (di conversione del D.L. 22 aprile 2021, n. 52) e dalla circolare del Ministero dell’Interno del 19 maggio 2021, relativa alle norme per il contenimento della diffusione del Covid-19, ne confermo la sospensione fino a nuovo provvedimento. Nel rispetto della norma del distanziamento fra le persone attualmente vigente, diventa infatti impossibile organizzare processioni, trasferimento pubblico di immagini sacre, fiaccolate o momenti di preghiera che rischiano assembramenti». Nella missiva monsignor Oliva spiega, quindi, come in considerazione di ciò «le feste patronali si devono limitare alle sole celebrazioni liturgiche (cf. Notificazione del Delegato Vescovile Generale del 30.7.2020)».

L’invito dell’amministratore apostolico

Da qui l’invito a provare in questo tempo di pandemia «a vivere i momenti di festa con sobrietà, privilegiando gesti significativi di carità soprattutto verso coloro che, a causa della pandemia e della precarietà del lavoro, vivono situazioni di grave disagio. Sappiamo bene che la carità è la migliore destinazione dell’obolo della vedova. Lasciamoci guidare da prudenza, consapevolezza e responsabilità. La prudenza – aggiunge – ci aiuta a prenderci cura di noi stessi e degli altri. La consapevolezza allontana da noi l’ingenuità di pensare che tutto sia finito, e ci porta a guardare in faccia le conseguenze che la pandemia ha provocato nella vita delle persone e delle famiglie sul piano della salute fisica, psicologica e relazionale, come anche a livello economico. La responsabilità c’invita a fare passi concreti per superare sospetti e paure che ci isolano gli uni dagli altri e per abbracciare uno stile di vita solidale e rispettoso verso quanti sono in difficoltà, evitando sprechi e condividendo quanto possiamo».

E proprio confidando su quest’ultimo senso, l’amministratore apostolico della diocesi invita i parroci, i comitati, le confraternite, le associazioni e quanti a vario titolo promuovono la religiosità popolare ad «attenersi scrupolosamente alle suddette disposizioni. Si tratta per tutti di un concreto esercizio di carità – conclude – e per chi ha responsabilità verso altri di un preciso dovere. La Beata Vergine Maria e i nostri Santi Patroni intercedano per noi, affinché presto possiamo ritornare e incontrarci, liberi dai vincoli della pandemia e arricchiti da autentiche esperienze di solidarietà e comunione. Il Signore ci protegga tutti e doni guarigione, coraggio e speranza a chi è malato e a chi se ne prende cura».

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