domenica,Febbraio 25 2024

Diocesi, l’appello del vescovo: «Aiutiamo i giovani a superare la sofferenza che li attanaglia»

Nella lettera per l’avvio dell'anno pastorale monsignor Nostro sottolinea anche l’importante ruolo che rivestono anziani e laici all’interno della Chiesa

Diocesi, l’appello del vescovo: «Aiutiamo i giovani a superare la sofferenza che li attanaglia»

È ispirata alla prima lettera agli apostoli di San Pietro, la missiva di monsignor Attilio Nostro inviata ai fedeli in occasione dell’avvio del nuovo anno pastorale e nell’ambito del periodo giubilare dedicato al beato Francesco Mottola per il 100esimo anniversario della sua ordinazione sacerdotale. Una scelta non casuale, dettata da alcuni elementi che hanno particolarmente colpito il vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea. Al centro dell’interesse del presule il verbo esorto, «che indica l’incoraggiamento, il saper osare oltrepassando gli angusti confini del “si è sempre fatto così” per approdare alla novità tipica dello Spirito». Subito dopo il suo pensiero va ai giovani che occupano «un posto speciale nel cuore del Padre celeste» e che hanno bisogno «di  amorevoli cure da parte dei presbiteri, perché è sul loro cuore che grava in modo opprimente il peso di grandi preoccupazioni (futuro, lavoro, stabilità affettiva, famiglia)». E, in questo senso,  temperanza e vigilanza, umiltà e resistenza «sono le “armi” con le quali è possibile aiutarli a superare la sofferenza che li attanaglia e combattere la buona battaglia della fede, contrastando il nemico che vorrebbe mangiare la nostra vita».

Don Francesco Mottola

Al riguardo, monsignor Nostro prende ad esempio don Francesco Mottola, «un sacerdote che ha saputo rispondere con temperanza, con forza ineguagliabile, alle sofferenze della vita. Il suo esempio e la sua passione – sottolinea il vescovo – hanno ispirato in  Calabria, ma anche fuori, molte persone che vivono le proprie difficoltà come esperienza di Grazia! È in Cristo che lui ha trovato forza e Grazia per rispondere, colpo su colpo, alle tante avversità della vita che sembravano destinate a prendere il sopravvento sulla sua giovane vita dapprima, e sul suo incipiente sacerdozio in seguito. È proprio questa lotta costante e crescente che ha fatto di lui un vero gigante della fede, un combattente, anzi  un allenatore,  un  esempio anche per  molte generazioni di sacerdoti che, ispirandosi a lui, hanno provato ad imitarne la fede e le gesta». Altro termine del brano evangelico che ha particolarmente colpito il presule è: anziano, che «non designa anzitutto l’età, quanto il compito che Dio ha affidato ad  alcuni tra gli eletti del Signore per pascere il gregge in modo magnanimo e gratuito vigilando, servendolo e conducendolo in modo umile, disinteressato ed esemplare».

A questi si aggiunge l’importante ruolo che rivestono i laici all’interno della Chiesa. E, al riguardo, «è necessario un ulteriore rilancio affinché non solo nelle parrocchie ma anche negli altri ambienti lavorativi e vitali venga data la possibilità a tutti i laici di essere ascoltati, accolti, riconosciuti come parte essenziale del tessuto ecclesiale!» A seguire, la fondamentale funzione del vescovo. «Non è per nulla facile fare il papà né è facile essere mamma, nemmeno nel caso in cui dovessimo educare un figlio meraviglioso come Gesù! Noi sacerdoti – prosegue – abbiamo bisogno di Dio Padre come riferimento ultimativo che ci richiami continuamente alle vie del Cielo, ma non è l’unico riferimento: Gesù stesso ebbe il dono provvidenziale di un altro padre proprio in San Giuseppe. Il vescovo, nei confronti di quella famiglia santa che è la Chiesa di Dio, ha lo stesso compito provvidenziale di custodia che il Padre assegnò a San Giuseppe: è anche il suo discernimento, infatti, che ci aiuta a non rimanere ancorati alla sola dimensione umana, crescendo secondo le vie di Dio». Infine, il passaggio sulle recenti nomine che hanno interessato numerose parrocchie episcopali. «L’anno passato – conclude monsignor Nostro – la nostra diocesi ha vissuto un cambio di passo con diverse comunità e diversi sacerdoti coinvolti: anche quest’anno sono molte le novità che ci accompagneranno, ma se faremo nostro l’atteggiamento che Gesù ebbe nei confronti di Maria, di Giuseppe e del Padre celeste, questi eventi saranno per noi esclusivamente delle occasioni di grazia. Fidiamoci del Signore».

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