“La violenza non è amore”, all’Ite di Vibo artisti ed esperti a confronto – Video

Al centro del convegno l’invito rivolto a tutte le donne a denunciare e vincere il silenzio nel quale sono costrette a rinchiudersi
Al centro del convegno l’invito rivolto a tutte le donne a denunciare e vincere il silenzio nel quale sono costrette a rinchiudersi
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di Francesco Tricoli

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Per alcuni ci sarebbe dietro la cosiddetta crisi del maschile, dell’uomo privato di ruolo e autorità, intimorito dai radicali cambiamenti del contesto sociale. Per altri la mancanza di un imprinting educativo adeguato. Alzare le mani contro una donna, in realtà, rimane solo un gesto di brutale vigliaccheria. E il grido di chi non vuole più tollerare certe bassezze si è alzato dall’aula magna dell’Istituto tecnico economico “Galileo Galilei” di Vibo, in occasione del Convegno “La Violenza non è Amore” (promosso dalla Filitalia International) al quale hanno partecipato oltre agli studenti, anche associazioni, psicologi e giuristi. Sul tema è stato presentato il videoclip del brano di Pasquale Ficchì “Conto alla rovescia” con la partecipazione dell’attrice Josephine Carioti. I lavori, introdotti e moderati dalla giornalista de Il Quotidiano del Sud Carmen Bellissimo, hanno registrato la partecipazione di Maria Grazia Muri, presidente associazione Astarte Catanzaro; Alessia Bausone, giurista; Caterina Patania, vicepresidente del Centro antiviolenza donne di Vibo; il commissario capo della Polizia di Vibo Francesca Roberto. «Il messaggio che volevamo passasse – spiega il cantante e autore Ficchì – è di speranza per tutte lo donne, un invito a denunciare, a vincere il silenzio nel quale sono costrette a richiudersi. Loro diritto, come dice il testo della canzone, è tornare a respirare». Nessuno può chiamarsi fuori dalla proprie responsabilità nel combattere l’invisibilità, il vero grande dramma delle vittime. Istituzioni comprese: «Lo possiamo affrontare in primo luogo con la cultura – ha sottolineato Alessia Bausone – ma anche e soprattutto con investimenti seri da parte delle istituzioni».