Ragazzi down insultati a Filadelfia, la ferma condanna dell’Aipd

La sezione provinciale dell’Associazione persone down, di cui fanno parte anche i ragazzi oggetto di discriminazione, prende posizione
La sezione provinciale dell’Associazione persone down, di cui fanno parte anche i ragazzi oggetto di discriminazione, prende posizione
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«Ancora una volta, purtroppo, dobbiamo registrare un episodio discriminatorio nei confronti di persone deboli. Capita di frequente, su tutto il territorio nazionale da nord e sud, che soggetti inqualificabili sfoghino la loro nullità interiore su chi non può difendersi. Questa volta è successo da noi, dove solitamente è raro registrare episodi simili». Non è tardata ad arrivare anche la presa di posizione dell’Associazione italiana persone down di Vibo Valentia, guidata da Pino Bagnato, rispetto all’episodio discriminatorio che ha riguardato tre ragazzi con sindrome di down in un locale di Filadelfia. Fatti sui quali, riferisce l’Aipd, «non possiamo tacere. E’ incredibile come ancora ci possono essere persone che compiano gesti beceri come quelli dell’altra sera. I nostri ragazzi – aggiunge l’associazione che ha tra i suoi soci proprio i ragazzi vessati – sono persone splendide, che insegnano a tutti noi cosa vuol dire vivere. Da loro, noi genitori apprendiamo ogni giorno cose nuove e capiamo sempre di più il significato della vita e ringraziamo loro di esistere ed il buon Dio di averceli dati perché, a fronte di alcune loro difficoltà, con la loro umanità, la loro semplicità ed il loro amore, ci ripagano del sacrificio di averli fatti nascere e di accompagnarli a crescere».

E ancora, «è strano come possono ancora esserci soggetti così inqualificabili che discriminano i nostri ragazzi mentre vediamo che nella scuola come in tutti gli altri contesti qualificati della società civile essi sono amati. Basta solo sottolineare come tutti i compagni dei nostri figli per le strade ed a scuola li accolgono e li cercano perché comprendono il loro valore in quanto persone. Bisognerebbe sapere da quali contesti culturali, sociali e familiari vengono coloro che si comportano in modo simile a quelli dell’altra sera. Certamente, riteniamo, che coloro che agiscono così saranno senz’altro loro “disturbati”, sono loro che dovrebbero avere la possibilità di compiere un cammino di educazione e di recupero socio-culturale. Pensavamo di aver superato alcune barriere, in buona parte è così, purtroppo esistono ancora alcune riserve mentali da parte di chi è rimasto indietro, suo malgrado, dal progresso culturale, sociale ed umano, che tutti noi cerchiamo di operare su noi stessi e sulla collettività».

In conclusione: «come associazione di tutela delle persone down, abbiamo fatto tanto e continueremo a fare per difendere tutte le persone deboli, non solo i nostri ragazzi. Ancora una volta ci affidiamo a tutte le persone di “buona volontà”, in questo periodo di festività natalizie, che sono la stragrande maggioranza, per favorire un processo di crescita culturale, sociale ed umano del nostro territorio ed alle Forze dell’ordine che hanno il compito di accertare ed eventualmente perseguire coloro che ancora pensano di vivere nella “giungla”».

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