Fondazione “Cuore Immacolato di Maria” di Paravati, si avvicina il giorno della verità

Entro il 2 agosto la Congregazione per il Clero dovrà pronunciarsi sul ricorso presentato dall’ente morale contro la revoca del decreto di religione e culto attuata dalla diocesi. Al centro della contesa la gestione della grande chiesa
Entro il 2 agosto la Congregazione per il Clero dovrà pronunciarsi sul ricorso presentato dall’ente morale contro la revoca del decreto di religione e culto attuata dalla diocesi. Al centro della contesa la gestione della grande chiesa
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Si avvicina il termine ultimo entro cui la Congregazione per il Clero si dovrà esprimere sul ricorso presentato tempo fa dalla Fondazione “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime” di Paravati, avverso la revoca del decreto di religione e di culto attuata nei suoi riguardi dal vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea monsignor Luigi Renzo. Alla base dello scontro, la mancata approvazione delle riforme dello statuto richieste oltre tre anni fa dal presule ai vertici dell’Ente morale, in vista della consacrazione della chiesa realizzata all’interno della Villa della Gioia con le offerte dei fedeli.

L’attesa sulle decisioni che verranno prese dall’organismo Vaticano presieduto dal cardinale Beniamino Stella dura da molto, da troppo forse. Il termine ultimo del 2 agosto, infatti, è il risultato di due conseguenti rinvii che hanno dilatato i tempi di ulteriori sei mesi. A questo punto tutti si attendono che sulla vicenda si scriva finalmente la parola fine, al di là del tipo di decisione che verrà presa dalla Congregazione per il Clero. Lo si deve alla stessa Serva di Dio Natuzza Evolo, “musa” ispiratrice della Fondazione sorta anni fa per la realizzazione della Villa della Gioia e delle strutture ad essa connesse, ma anche ai tanti fedeli che ad essa si ispirano in giro per il mondo. L’immagine data all’esterno in questi anni, infatti, da qualsiasi parte la si guardi non è certamente delle migliori. [Continua]

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Le “guerre” e il tifo da stadio che hanno contraddistinto sino ad oggi la vicenda, non fanno certo parte del bagaglio, degli esempi e dei tesori di fede cristiana elargiti a piene mani in vita dalla mistica con le stigmate di Paravati, morta il giorno di Ognissanti del 2009. È obbligatorio, quindi, chiudere definitivamente la partita e procedere spediti verso la consacrazione della chiesa e il reale avvio del processo di beatificazione di Mamma Natuzza, che poi è quello che realmente vogliono i tanti figli spirituali della mistica. La sensazione (e questa ad oggi è forse la vera novità) è che, ormai, quasi tutti abbiano per fortuna preso coscienza di questa necessità.

In primis il Cardinale Stella e gli altri componenti della Congregazione per il Clero, resisi conto che più la questione si dilunga e più diviene spinosa e difficilmente gestibile. L’organismo Vaticano ha da settimane sul tavolo la relazione del cardinale Agostino Vallini, incaricato mesi fa da papa Francesco a tentare di dirimere l’intricata matassa. La decisione, a quel che si percepisce, è già stata presa. Si attende solo il momento opportuno per ufficializzarla. Di questo ne sarebbe ben conscia anche la Fondazione, tra l’altro chiamata il prossimo 26 luglio a rinnovare il proprio direttivo. Sul tema riforme, in gioco ci sono lo spostamento in premessa del testamento spirituale della mistica – attualmente inserito all’interno dello statuto – l’ampliamento da nove a undici dei componenti del consiglio d’amministrazione e, infine, il vero nodo, l’eventuale cura e gestione esclusiva della chiesa della Villa della Gioia da parte della diocesi. Su ciò, almeno questa è la sensazione, nei prossimi giorni se ne saprà indubbiamente di più.