Futuro della Fondazione di Natuzza, la partita si gioca su due tavoli

L’ente morale manda segnali concilianti al vescovo Renzo sulle modifiche allo statuto mentre prova a procrastinare il verdetto della Congregazione per il Clero sul ricorso contro la sua soppressione
L’ente morale manda segnali concilianti al vescovo Renzo sulle modifiche allo statuto mentre prova a procrastinare il verdetto della Congregazione per il Clero sul ricorso contro la sua soppressione
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In queste ore si sta giocando su due tavoli la partita sullo scontro in atto tra diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea e Fondazione “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime” di Paravati, sul tema delle mancate riforme dello statuto richieste oltre tre anni fa dal vescovo Luigi Renzo. Da una parte in Vaticano si sta cercando di trovare in extremis un accordo tra le parti, che salvi la faccia ai protagonisti e porti al sostanziale avallo delle modifiche statutarie concordate con il presule. Dall’altra, si lavora per ritardare il pronunciamento della Congregazione per il Clero sul ricorso presentato dalla Fondazione, avverso la soppressione canonica decretata dal vescovo diversi mesi fa.

Rientrerebbe in questa seconda ottica la richiesta inoltrata giorni fa dall’Ente morale all’organismo vaticano presieduto dal cardinale Beniamino Stella, affinché attenda oltre il termine prefissato del 2 agosto prima di mettere nero su bianco a una sentenza che, ai più, a questo punto appare già scritta. Altrimenti non si spiegherebbero i segnali concilianti inviati, in parallelo, a monsignor Renzo dalla Fondazione sul tema delle riforme. L’accordo sulle modifiche da opporre allo statuto, in questo senso, grazie anche all’opera di mediazione del cardinale Agostino Vallini, designato mesi fa da papa Bergoglio a tentare di dirimere la questione, sarebbe ormai cosa fatta.

Nello specifico, si starebbero limando i dettagli, fermo restando che la storia di questi tre anni insegna che tra documenti sottoscritti e poi ripudiati da alcuni, passi avanti e repentini passi indietro, le sorprese e i colpi di scena sono sempre dietro l’angolo. A questo punto, però, l’accordo sulle riforme dello statuto appare una scelta obbligata. E una volta dipanata l’intricata matassa sulla cura e gestione esclusiva della chiesa della Villa della Gioia ad opera della diocesi, sulla parte del testamento spirituale di Mamma Natuzza da inserire in premessa e all’interno dello statuto e sulla riorganizzazione del direttivo, la sensazione è che la strada diverrebbe improvvisamente tutta in discesa, facendo passare paradossalmente in secondo piano il pronunciamento stesso della Congregazione per il Clero sul ricorso presentato mesi fa dalla Fondazione “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime”.

Intanto, fra poche ore, alle 15 di domenica 26 luglio, l’assemblea dei soci dell’Ente morale presieduto da Pasquale Anastasi e voluto anni fa dalla Serva di Dio Natuzza Evolo per la realizzazione della Villa della Gioia e delle strutture a essa connesse, si riunirà per l’approvazione del Conto consuntivo dell’esercizio 2019 e per il rinnovo del consiglio direttivo, giunto alla scadenza del suo mandato, e dei revisori dei conti. In quest’occasione, molto probabilmente si parlerà anche della questione riforme statutarie. Ai tanti figli spirituali di Mamma Natuzza sparsi per il mondo, dunque, non rimane altro che attendere fiduciosi l’ulteriore corso degli eventi. Nella speranza che la “partita” riforme giunga finalmente a termine, portando con sé in dote la consacrazione della chiesa da tempo ultimata e il reale avvio del processo di beatificazione, fermo da oltre un anno all’insediamento del Tribunale diocesano deputato a istruire l’inchiesta sulla vita, le virtù e la fama di santità della mistica calabrese.

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