mercoledì,Giugno 16 2021

Liceo Capialbi, si riapre la questione aule: «21 classi staranno a casa»

Il dirigente scolastico Antonello Scalamandrè considera inagibili le aule messe a disposizione dall’Ite e attacca il presidente della Provincia Solano che replica: «Saranno i fatti a smentirlo»

Liceo Capialbi, si riapre la questione aule: «21 classi staranno a casa»

Si riapre la querelle intorno alla carenza di aule del Liceo Statale Vito Capialbi di Vibo. Una vicenda che sembrava definitivamente archiviata con l’accordo trovato sulla collocazione delle classi senza aule tra l’edificio che ospita l’Istituto tecnico economico Galilei (otto classi) e gli spazi messi a disposizione dall’Ente Provincia nei propri locali (13 classi). A sollevare nuovamente il problema è il dirigente scolastico del Capialbi Antonello Scalamandrè, il quale, arriva alla conclusione che le 21 classi che andavano allocate fuori dalla sede centrale saranno ora costrette alla didattica a distanza.

Dopo aver ricostruito tutta la precedente corrispondenza tra scuola e Provincia, Scalamandrè spiega: «nella giornata di ieri 17 settembre, alle ore 12:52, è pervenuta la comunicazione di assegnazione delle aule a questo Liceo, a firma architetto Carolina Bellantoni, nella quale il sottoscritto viene sollecitato a “prendere da subito possesso dei locali assegnati” presso l’Ite Galilei che da sabato 19 non sarà accessibile in quanto sede di seggio e che, comunque, tale assegnazione di aule sarebbe stata comunicata “per le vie brevi sin dallo scorso mese di luglio”. Per la consegna delle aule presso la sede della Provincia non viene comunicata alcuna data». [Continua]

Il sopralluogo all’Ite

In data odierna, prosegue il dirigente, «ho inviato due miei collaboratori a svolgere un sopralluogo presso la sede dell’Ite Galilei, sopralluogo che non era stato possibile effettuare in precedenza e neppure quando mi ero recato presso l’istituto con lo stesso presidente Solano nel mese di agosto, ed è risultato che l’unica via di accesso all’area a noi assegnata è una scala di sicurezza esterna e che delle otto aule assegnate solo sei sono fruibili e utilizzabili per le attività didattiche, mentre le altre due sono locali troppo piccoli che mai potrebbero ospitare classi di 28 alunni, come le nostre, e in una delle due è presente un quadro elettrico che pone serissimi problemi di sicurezza. Per le vie brevi – aggiunge – ho subito consultato i Vigili del fuoco di Vibo Valentia i quali sostengono che non è possibile utilizzare una scala di sicurezza come via d’accesso ordinaria per cui, allo stato attuale, i locali assegnati presso l’Ite sono totalmente inutilizzabili».

Quindi la comunicazione ufficiale: «che il liceo Capialbi sarà costretto ad avviare le attività didattiche per l’anno scolastico 2020/21, per le 21 classi che non trovano collocazione nella sede centrale, esclusivamente in modalità a distanza, non per l’emergenza Covid, ma per semplice carenza di aule, nonostante le affermazioni del presidente Solano che in data odierna sugli organi di stampa ha affermato di aver risolto tutti i problemi di allocazione delle scuole vibonesi».

La replica del presidente Solano

Alle affermazioni di Scalamandrè ha replicato a stretto giro di posta proprio il presidente della Provincia. «Rimango a dir poco sorpreso per le affermazioni del dirigente scolastico, che sembra voler trascurare gli sforzi che questo Ente, a fronte di sacrifici non indifferenti, ha compiuto per assicurare a tutti gli studenti vibonesi un’idonea collocazione in vista dell’inizio dell’anno scolastico in considerazione delle circostanze del tutto emergenziali in cui lo stesso si svolgerà. Tuttavia, saranno i fatti a smentire alcune tendenziose preoccupazioni. Il Liceo Capialbi – conclude Salvatore Solano – avrà le 21 aule richieste, sempre se nel frattempo non aumentino i bisogni, visto che sono sempre in rialzo e cangianti».

top