Il Castello di Pizzo si colora di rosa per la campagna dell’Airc

Evento di sensibilizzazione a favore della ricerca sul cancro alla presenza di autorevoli relatori
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di Daniela Caridà

Si è illuminato di rosa anche quest’anno il castello Murat di Pizzo. Il consueto appuntamento con la campagna nazionale Nostro Rosa di Airc per la ricerca sul cancro al seno ha riunito ieri sera il pubblico in collaborazione con l’Anci.

«Limitarsi a illuminare i monumenti cittadini non è sufficiente» ritiene Giusy Federico, responsabile di Airc Pizzo. «Per noi è importante creare ogni anno un’occasione d’incontro con la popolazione per sottolineare l’importanza della prevenzione del cancro al seno che, mai come quest’anno, è passata in secondo piano».

La piacevole serata ha coinvolto diverse personalità, ciascuna delle quali ha contribuito ad alimentare la cultura sul tema. [Continua]

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Giuseppe Mangialavori, senatore ma ancor prima medico senologo, ha fatto luce sulla situazione della politica italiana a sostegno delle pazienti oncologiche. Per Mangialavori la situazione in Calabria non è delle migliori, complici i recenti decreti e il commissariamento degli ultimi anni. «Dei circa 2000 tumori l’anno, il 70 per cento viene curato fuori regione, con tutte le difficoltà del caso, mentre del restante 30 per cento solo un terzo riuscirà ad essere seguito qui fino al post chirurgico, in tempistiche idonee all’efficacia delle terapie» afferma, sottolineando la nuova Breast Unit creata a Catanzaro, con una capienza massima di quattro posti, pochi se si considerano i casi registrati ogni settimana.

Da non trascurare, inoltre, l’aspetto psicologico della malattia. Grazie alla psicologa-psicoterapeuta Roberta Masciari si è potuta condividere l’importanza del lavoro degli specialisti nel raggiungimento di una “guarigione invisibile”, quella che va oltre il benessere fisico ma coinvolge l’ambito mentale, sociale e familiare. «Sapere che esiste uno spazio dedicato al supporto psicologico aiuta il paziente a superare in maniera positiva lo shock che caratterizza tutto l’iter terapeutico. Permettere questo superamento attraverso il riconoscimento e l’accettazione delle proprie emozioni coincide con lo sviluppo della resilienza, fondamentale per evitare che esse prevarichino sulla quotidianità».

Ma riprendere in mano la propria vita, per il paziente oncologico, significa spesso anche continuare a lavorare. Di questo ha parlato Margaret Piserà, consulente del lavoro, che ha chiarito i diritti del lavoratore nei casi di malattia e terapia. «Condividere insieme al datore di lavoro la propria esperienza per poter giungere a una strategia comune è interesse condiviso – ha affermato -, dato che tutti i contratti collettivi hanno come principale obiettivo quello di evitare il licenziamento». Ricorda, infatti, le diverse misure con cui i contratti collettivi agevolano il reinserimento del lavoratore, tra questi la flessibilità oraria e l’assegnazione di mansioni compatibili con lo stato di salute. Contributo rilevante anche quello degli istituti di previdenza sociale per la concessione di indennità, agevolazioni fiscali e accompagnamento.

Gli interventi dei relatori, moderati dalla Consigliera di parità Vincenzina Perciavalle, sono stati allietati dagli intervalli poetici interpretati dall’attrice Amalia Lostumbo, e si sono conclusi con la proiezione delle luci rosa sulle mura aragonesi.