Mileto omaggia i dimenticati della Grande Guerra – Video

Si è tenuta questa mattina la tradizionale cerimonia per ricordare i caduti della Prima guerra mondiale, quest'anno arricchitasi di ulteriori contenuti
Si è tenuta questa mattina la tradizionale cerimonia per ricordare i caduti della Prima guerra mondiale, quest'anno arricchitasi di ulteriori contenuti
Informazione pubblicitaria

Giustizia è fatta. È stata una Festa dell’Unità nazionale e delle Forze armate “particolare”, quella commemorata oggi a Mileto. Un appuntamento celebrativo utile a ricordare il valore dell’appartenenza alla nazione italiana e l’insostituibile funzione che ancora oggi svolge l’Esercito a difesa del territorio, che tuttavia in questa edizione 2020 si è arricchito di ulteriori contenuti. [Continua]

Michele Pititto

Nel corso della cerimonia, infatti, sul monumento ai caduti situato in via Episcopio nei pressi della basilica cattedrale sono state svelate le due nuove lastre marmoree con su incisi i nomi dei quindici soldati miletesi periti nel corso della Prima guerra mondiale. Nomi “dimenticati” per oltre un secolo, che da oggi si aggiungono agli 84 originariamente presenti sulla lapide realizzata nel 1930 in ricordo dei militari miletesi partiti al fronte e mai più ritornati dalla Grande Guerra. Il giusto merito, appunto, per chi in quei frangenti perse la vita in difesa della Patria. Tutto ha avuto inizio oltre tre anni fa, quando la caparbietà dei nipoti ha permesso di svelare il fitto mistero della morte del nonno Michele Pititto, chiamato alle armi il 22 maggio del 1915 e mai più ritornato nella “sua” Mileto.

Da lì una serie di ricerche che hanno portato all’aggiunta degli altri 14 nomi e allo svelamento delle due lastre di oggi. Michele Pititto, “già effettivo all’83° Reggimento Fanteria, 7^ Compagnia”, era morto per malattia il 28 agosto del 1918 nell’ospedale militare di Tappa di Padova. Per sbaglio, tuttavia, la sua salma era stata inumata con il cognome Pettito, nel Sacrario militare “Tempio antoniano della pace” della stessa città, alla tomba 3857. Senza che, dunque, nessuno dei suoi familiari ne venisse messo a conoscenza. Qualche hanno fa la scoperta dell’“arcano” e la richiesta, accettata dal ministero della Difesa, di correggere l’errore impresso in epigrafe nel cimitero padovano.

Alla significativa cerimonia di oggi erano presenti numerosi suoi familiari. Tra le autorità partecipanti, il vescovo della diocesi monsignor Luigi Renzo, il sindaco Salvatore Fortunato Giordano, affiancato da diversi esponenti di Giunta e dal comandante di Polizia municipale Salvatore Ferrara, e lo studioso Franco Calzone. L’evento, allietato dal coro “Mater Jubilaei” del Cantiere musicale internazionale, si è concluso con lo svelamento delle lastre marmoree ad opera di monsignor Renzo e del primo cittadino di Mileto. Un momento commovente, suggellato dalla lettura dei nomi dei 99 soldati presenti nel monumento e dagli altrettanti rintocchi di campana, elevatisi dall’imponente basilica cattedrale.