mercoledì,Agosto 4 2021

Fondazione Natuzza, fine della “guerra” con il vescovo: l’assemblea approva il nuovo statuto

L’avallo all’unanimità delle modifiche al documento, accolto dal lungo applauso dai presenti, chiude la stagione delle polemiche con la diocesi

Fondazione Natuzza, fine della “guerra” con il vescovo: l’assemblea approva il nuovo statuto

Fumata bianca. La riforma dello statuto della Fondazione “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime” di Paravati è cosa fatta. L’atteso via libera alle modifiche concordate con la Santa Sede e la diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea è stato dato nella serata di oggi dai soci dell’Ente morale, nel corso dell’assemblea convocata a tal proposito dal presidente Pasquale Anastasi. Si chiude con un lieto fine, quindi, uno scontro duro e acceso durato oltre tre anni, iniziato quando il vescovo monsignor Luigi Renzo ha chiesto – in vista della consacrazione della chiesa della Villa della Gioia – la riforma di alcuni punti dello statuto.

Il nuovo documento inoltrato dal Vaticano era stato già sottoscritto dal presule miletese. Mancava quest’ultimo fondamentale tassello, come detto inserito nella serata di oggi. I 143 soci fondatori partecipanti all’assemblea hanno approvato le riforme statutarie all’unanimità, per appello nominale. Un momento storico, sancito dal lungo applauso di tutti i presenti. Davvero una bella notizia per tutti coloro che nel mondo si rifanno al carisma della Serva di Dio Natuzza Evolo. La sottoscrizione delle riforme spiana la strada all’apertura al culto dell’edificio sacro e ad un ulteriore acceleramento del processo di beatificazione dell’umile donna morta nel giorno di Ognissanti del 2009, oggi alla fase di raccolta e analisi documentale, da parte del tribunale ecclesiastico.

Al termine dell’assemblea il presidente Anastasi – spesosi con grande energia per la positiva soluzione della vicenda – ha voluto ringraziare le autorità vaticane e monsignor Renzo per l’impegno profuso e per il contributo dato per il buon epilogo del percorso avviato. «Siamo al terzo atto. Il primo – ha sottolineato la guida dell’Ente orale, visibilmente commosso – è stato la nascita negli anni ‘80 dell’associazione “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime”, il secondo la trasformazione negli anni ’90 della stessa in fondazione e, oggi, 7 marzo del 2021, l’approvazione delle modifica statutaria e disciplinare. Adesso attendiamo con fiducia l’apertura della chiesa».

L’iter procedurale – così come spiegato a Il Vibonese dallo stesso presidente Anastasi – prevede che l’estratto della seduta venga portato ad un notaio per la registrazione del risultato dell’assemblea. Successivamente, il tutto sarà trasmesso al vescovo affinché possa provvedere all’emanazione del decreto di riconoscimento canonico. Questa documentazione, per il tramite della Prefettura di Vibo Valentia, sarà poi inviata al Ministero dell’Interno per l’ottenimento – con decreto del titolare di questo dicastero – del riconoscimento civile. Un atto che, di fatto, porrà fine al percorso burocratico e amministrativo. Covid-19 permettendo, la sensazione è che ormai la consacrazione della chiesa della Villa della Gioia di Paravati sia solo questione di mesi.

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