A Vibo Valentia la fattoria “Junceum”, è una attività che prosegue il suo impegno sul territorio confermandosi come modello virtuoso di agricoltura sociale. 

C'è un luogo, a ridosso dell’area urbana di Vibo Valentia, dove la terra non produce soltanto frutti, ma anche opportunità, autonomia e inclusione. È la fattoria didattica e sociale Junceum, centro operativo dell’associazione “La Goccia”. Un'esperienza che da oltre un decennio rappresenta un punto di riferimento nel panorama dell'agricoltura sociale, dimostrando come il lavoro agricolo possa trasformarsi in uno strumento concreto di uguaglianza e partecipazione.

Nata nel 2012 in località Cancello Rosso, Junceum è una fattoria multifunzionale di circa undici ettari che ha costruito nel tempo un modello virtuoso fondato sull'inclusione sociale e lavorativa delle persone con disabilità e di quanti vivono situazioni di fragilità, anche temporanee. Un progetto sviluppato in stretta collaborazione con l'associazione di volontariato "La Goccia", diventata il primo partner di un percorso che oggi coinvolge numerosi enti istituzionali, università, centri di ricerca e ministeri, tra cui il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

L'obiettivo è chiaro: offrire occasioni concrete di crescita personale e professionale attraverso il lavoro nei campi, la cura degli animali e la partecipazione attiva alla vita della fattoria. Qui l'agricoltura sociale non è uno slogan, ma una pratica quotidiana che mette al centro la dignità della persona e valorizza le capacità di ciascuno.

«L'attività lavorativa e quella agricola rappresentano la chiave di volta nel concetto di uguaglianza –  spiega il titolare Michele Napolitano – . Non si tratta di colmare delle mancanze, ma di creare relazioni, costruire reti e mettere insieme competenze per rispondere ai bisogni della comunità.»

Nel corso degli anni Junceum è diventata un esempio di buone pratiche, tanto da essere considerata un modello di welfare territoriale alternativo, fondato sulla collaborazione. Un sistema che punta sulla costruzione di reti, considerate indispensabili per ampliare i servizi e offrire nuove opportunità alle persone più vulnerabili.

Accanto alle attività di inclusione sociale è cresciuta anche la vocazione educativa della struttura. La fattoria apre infatti le proprie porte a scuole, bambini e ragazzi con percorsi di educazione ambientale e alimentare, laboratori esperienziali e attività dedicate alla conoscenza del mondo rurale. Un modo per avvicinare le nuove generazioni ai temi della sostenibilità, del rispetto della natura e del valore delle relazioni.

«Ci siamo accorti che c’era bisogno di raccontare all'esterno le competenze acquisite – racconta Napolitano – . Da qui è nata l'idea della fattoria didattica: accogliere i bambini e condividere con loro il rapporto con la terra, con gli animali e con le persone».

Michele Napolitano, titolare fattoria didattica e sociale \\\"Junceum\\\"
Michele Napolitano, titolare fattoria didattica e sociale "Junceum"

Tra i punti di forza della realtà vibonese vi sono anche gli interventi assistiti con gli animali. Junceum è infatti un centro specializzato che opera secondo le linee guida dell'Istituto Superiore di Sanità e sviluppa, insieme a università e centri di ricerca, percorsi riabilitativi e terapeutici basati sulla relazione uomo-animale. Attività che contribuiscono al benessere individuale e, di riflesso, a quello dell'intera comunità.

Quella della fattoria Junceum è la dimostrazione che l'agricoltura può andare ben oltre la produzione agricola. Può diventare uno spazio di accoglienza, formazione, riabilitazione e cittadinanza attiva. Un luogo dove il lavoro restituisce dignità, le relazioni costruiscono inclusione e la terra diventa fertile per un futuro più equo. Un laboratorio di inclusione, solidarietà e sviluppo del territorio.