La sicurezza come competenza di vita, da portare tra i banchi prima ancora che nei luoghi di lavoro. Nasce da un’intuizione della vicepresidente di Ance Vibo, Anita Ruffa, all’indomani della strage di Crans-Montana, il progetto "Costruiamo ANChE sicurezza", pensato nella consapevolezza che le imprese edili sono ogni giorno in prima fila sui temi della prevenzione e che il loro know-how può diventare una risorsa preziosa per diffondere, soprattutto tra i più giovani, una cultura della sicurezza fondata su responsabilità, attenzione e capacità di intervento.

Il percorso, promosso da Ance Vibo Valentia e concluso al liceo scientifico G. Berto, ha portato a scuola cinque giornate formative con Vigili del fuoco, Questura, Polizia stradale e postale, Protezione civile Augustus e Sipem Calabria. Non una semplice attività informativa, ma un’esperienza educativa costruita su casi reali, simulazioni, prove pratiche e testimonianze, con l’obiettivo di trasformare la tragedia di Crans-Montana in consapevolezza e prevenzione.

Dalla tragedia alla responsabilità

La riflessione seguita a quanto accaduto la notte di capodanno in Svizzera (47 morti e circa 100 feriti, quasi tutti giovanissimi) ha dato forma a un progetto che guarda ai ragazzi non come destinatari passivi di regole, ma come protagonisti della tutela della propria incolumità e di quella degli altri, fornendo loro gli strumenti per leggere il rischio prima che si trasformi in emergenza.

La dirigente del liceo scientifico G. Berto, Licia Bevilacqua, ha definito l’iniziativa «un progetto speciale, perché ribalta il paradigma tradizionale della formazione sulla sicurezza: non si parte dalla teoria per arrivare alla pratica, ma da situazioni concrete che aiutano gli studenti a sviluppare consapevolezza e capacità decisionali». Un percorso, dunque, che ha ampliato l’offerta formativa portando in aula esperienze vicine alla vita quotidiana degli studenti.

Fuoco, emergenze e comportamenti salvavita

I primi due moduli sono stati curati dal Comando provinciale dei Vigili del fuoco. Domenico Ferito ha guidato gli studenti in una lezione sui comportamenti da adottare in caso di emergenza, partendo anche dalle immagini del tragico rogo di Capodanno. Il confronto ha riguardato situazioni concrete: cosa fare se si sviluppa un incendio, se una stanza si riempie di fumo o se prendono fuoco i propri vestiti o quelli di un’altra persona.

Ampio spazio è stato dedicato al rischio incendio in casa, a scuola, negli spazi pubblici e nei luoghi di aggregazione, ma anche alla prevenzione di base in caso di terremoti, alluvioni ed emergenze. Gli studenti hanno lavorato sui comportamenti salvavita, sulle azioni da evitare, sull’uso degli estintori, sull’individuazione delle vie di fuga e sulla capacità di osservare l’ambiente circostante.

Legalità, strada e sicurezza digitale

Il terzo modulo ha portato in aula il contributo della Questura di Vibo Valentia. Domenico Lanzaro, dirigente della Divisione anticrimine, ha richiamato il legame tra legalità, responsabilità civile e tutela della vita, presentando il rispetto delle regole non come un limite, ma come uno strumento di protezione e prevenzione.

Con la Polizia stradale, Marco Costantino e Giuseppe De Socio hanno affrontato i temi della mobilità giovanile, del rientro sicuro dopo una festa, della guida notturna, delle distrazioni, dell’abuso di alcol e sostanze stupefacenti, con una dimostrazione pratica sull’utilizzo dell’etilometro. La Polizia postale, con Alessandro Greco e Domenico Mallemace, si è invece soffermata sulla sicurezza digitale e reputazionale: social network, challenge virali, cyberbullismo e conseguenze che comportamenti apparentemente leggeri possono produrre nella vita personale, relazionale e futura dei ragazzi.

Primo intervento e gestione del trauma

Il quarto appuntamento è stato curato dall’associazione Augustus di Vibo Valentia. Nicola Maria Nocera ha guidato una lezione di educazione al soccorso fondata su un messaggio diretto: «Un gesto imparato oggi può diventare una vita salvata domani». I ragazzi sono stati coinvolti nelle manovre di primo intervento, nella disostruzione delle vie aeree e nell’utilizzo di strumenti salvavita, comprendendo il valore della tempestività e della presenza responsabile nei momenti di emergenza.

L’ultimo incontro è stato affidato ai professionisti psicologi delle emergenze del Sipem Calabria. Federica Ciccia ha dedicato l’approfondimento all’impatto emotivo dei traumi e alla promozione del benessere giovanile, toccando temi come la fragilità della vita, la leggerezza dell’età adolescenziale, il mito dell’invincibilità, la distanza tra percezione e realtà, il momento della scelta, la resilienza e la forza di rialzarsi dopo la tempesta.

Il legame tra imprese, scuola e territorio

In tutte le giornate gli studenti sono stati coinvolti attraverso dimostrazioni pratiche, video, analisi di casi concreti, simulazioni decisionali, dibattiti guidati, questionari interattivi, strumenti salvavita e manovre di primo soccorso. È così che "Costruiamo ANChE sicurezza" ha rafforzato il legame tra sistema imprenditoriale, scuola e territorio, nella convinzione che la cultura della sicurezza debba partire dalle nuove generazioni.

La vicepresidente di Ance, Ruffa, ha espresso soddisfazione per la partecipazione registrata e ha ringraziato la dirigente scolastica, i docenti, gli studenti, il Comando provinciale dei Vigili del fuoco, la Questura, la Polizia stradale, la Polizia postale, l’associazione Augustus, il Sipem Calabria e tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione del percorso.

«La chiusura di “Costruiamo ANChE sicurezza” non rappresenta un punto di arrivo - ha affermato il presidente di Ance Vibo Valentia, Domenico Ceravolo - ma l’avvio di un impegno che Ance Vibo Valentia intende continuare a promuovere nelle scuole e nel territorio. Perché “costruire sicurezza” significa costruire futuro, responsabilità, fiducia e comunità».