Un confronto sui temi dell’accoglienza, dell’integrazione e della costruzione di reti territoriali capaci di rendere una comunità più aperta e solidale. È questo il senso del convegno Nodi e legami: costruire comunità aperte e solidali”, che si è svolto ieri nell’auditorium comunale di Filadelfia, promosso dal progetto Sai di Filadelfia, in collaborazione con l’ampliamento di Francavilla Angitola, con il sostegno dell’amministrazione comunale.

L’iniziativa ha rappresentato un momento di approfondimento rivolto alla cittadinanza e agli operatori del settore, con l’obiettivo di far conoscere più da vicino il funzionamento del Sistema di accoglienza e integrazione e di raccontare il lavoro quotidiano che si sviluppa attorno ai percorsi di inclusione. Non solo assistenza, dunque, ma costruzione di relazioni, accompagnamento, tutela dei diritti, inserimento scolastico, attenzione sanitaria e sostegno psicologico.

Ad aprire i lavori è stata la sindaca Anna Bartucca, che nei saluti istituzionali ha ribadito l’impegno dell’amministrazione comunale nel promuovere politiche di inclusione e percorsi capaci di rafforzare la coesione sociale. Nel suo intervento è stato sottolineato il valore del Sai come strumento concreto per accompagnare i beneficiari verso una reale integrazione nel tessuto locale, attraverso il coinvolgimento delle istituzioni, dei servizi e della comunità.

Il ruolo della rete territoriale

Il convegno ha messo in evidenza un punto centrale: l’accoglienza funziona davvero solo quando diventa un percorso condiviso. La presenza di istituzioni, operatori, professionisti e beneficiari ha consentito di restituire il senso di un lavoro che non si esaurisce nella gestione amministrativa dei progetti, ma si traduce ogni giorno in ascolto, orientamento, accompagnamento e costruzione di fiducia.

A moderare l’incontro è stata Simona Gugliotta, operatrice legale del progetto Sai Filadelfia, che ha guidato il confronto tra i diversi relatori chiamati ad approfondire le molte dimensioni dell’accoglienza. Un tema complesso, che richiede competenze differenti e una costante capacità di raccordo tra ambiti diversi: legale, sanitario, psicologico, educativo e sociale.

Per l’area psicologica è intervenuta Amalia Capocasale, psicologa e psicoterapeuta del progetto Sai Filadelfia, che ha illustrato il lavoro di supporto svolto con i beneficiari, spesso chiamati a rielaborare esperienze difficili e a ricostruire un percorso personale in un contesto nuovo. Un’attività delicata, che rappresenta una parte essenziale dei processi di integrazione.

Diritti, salute e istruzione al centro dell’inclusione

Gli aspetti normativi e la tutela dei diritti sono stati approfonditi da Tonino Barberio, esperto in diritto dell’immigrazione, che ha richiamato l’importanza di un corretto orientamento legale nei percorsi di accoglienza. La conoscenza delle procedure, dei diritti e dei doveri rappresenta infatti uno snodo fondamentale per consentire ai beneficiari di affrontare con maggiore consapevolezza il proprio percorso.

Un focus specifico è stato dedicato anche alla salute e alla scuola, considerati pilastri indispensabili per una reale inclusione. Laura Pontoriero, dirigente medico pediatra e infettivologa del consultorio Asp di Vibo Valentia, ha affrontato il tema della gestione sanitaria e della tutela dei più piccoli, evidenziando il valore della presa in carico e della prevenzione.

Maria Grazia Carchedi, docente del Cpia di Vibo Valentia, sede associata di Filadelfia, ha invece illustrato il ruolo dell’alfabetizzazione e dell’istruzione degli adulti. L’apprendimento della lingua e l’accesso alla formazione sono infatti passaggi decisivi per favorire autonomia, partecipazione e inserimento sociale.

Lo sguardo si è poi allargato alla dimensione globale e sociale grazie al contributo di Khalid Elsheikh, sociologo ed esperto in cooperazione internazionale, che ha offerto una lettura più ampia dei fenomeni migratori e delle dinamiche che attraversano le comunità locali.

Il ringraziamento agli operatori e ai beneficiari

L’incontro si è concluso con un momento di gratitudine rivolto a tutti i protagonisti del percorso. Un ringraziamento particolare è stato indirizzato al Rup Giuseppe Pellegrino per il lavoro di coordinamento e supervisione amministrativa, e alle cooperative Iride ed Enea, enti attuatori del progetto Sai.

Al centro della riuscita quotidiana dei progetti ci sono però anche le équipe multidisciplinari, chiamate a operare sul campo con professionalità, sensibilità e continuità. Sono loro, insieme alle istituzioni e ai servizi territoriali, a rendere possibile il superamento degli ostacoli che spesso accompagnano i percorsi di accoglienza.

L’applauso più sentito è stato infine dedicato ai beneficiari presenti all’incontro. Le loro storie e la loro partecipazione hanno restituito il senso più profondo dell’iniziativa: l’accoglienza non come concetto astratto, ma come esperienza concreta di relazione, responsabilità e crescita condivisa.

Il messaggio emerso dal convegno è quello richiamato già dal titolo dell’iniziativa: servono nodi saldi e legami autentici tra istituzioni, operatori e cittadini per trasformare l’accoglienza in una risorsa collettiva. A Filadelfia, il progetto Sai continua così a proporsi come presidio di inclusione e occasione per costruire una comunità più aperta, solidale e consapevole.