Di fronte alla serie di intimidazioni che negli ultimi giorni ha colpito aziende e un esponente della giunta Romeo, la ferma condanna di associazioni e sindacati
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Un cartello sulla Statale 18 che indica l'ingresso nella zona industriale
Continuano le reazioni di condanna di fronte alla raffica di intimidazioni che sta interessando il territorio vibonese. Prese di posizione da parte di associazioni, sindacati e rappresentanti istituzionali che esprimono altresì solidarietà nei confronti delle imprese e degli esponenti politici colpiti negli ultimi giorni.
Cisal: «Vibo ha bisogno di sentire forte la presenza dello Stato»
La Cisal Calabria e la Cisal Vibo Valentia intervengono esprimendo «la nostra piena vicinanza alle aziende colpite, ai loro titolari, ai lavoratori e alle famiglie che da quelle imprese traggono dignità e sostentamento — dichiara Vitaliano Papillo, commissario regionale e segretario provinciale della Cisal —. Solidarietà ferma anche all’assessore Marco Talarico, destinatario di una vile minaccia recapitata nel suo ufficio in Comune».
«Confidiamo nel lavoro che Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza, sotto il coordinamento della Prefettura e della Questura, stanno svolgendo con la consueta professionalità — prosegue Papillo —. Le indagini in corso e la convocazione del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica testimoniano un impegno serio che merita il sostegno di tutta la comunità».
«L’auspicio — aggiunge il commissario regionale — è che a questo impegno possa accompagnarsi un rafforzamento dei presidi e delle risorse a disposizione di chi opera sul campo. Vibo Valentia ha bisogno di sentire forte la presenza dello Stato, e quella presenza la incarnano in primo luogo le donne e gli uomini in divisa, che vanno sostenuti con ogni mezzo necessario».
La Cisal Calabria e la Cisal Vibo Valentia confermano la propria partecipazione alla fiaccolata mariana in programma questa sera, alle 21:00, nella zona industriale e con partenza nei pressi degli studi di LaC TV, promossa dalla parrocchia Gesù Salvatore di Vena di Jonadi e guidata dal vescovo Attilio Nostro. «La nostra presenza alla fiaccolata vuole essere un segno concreto di adesione a una mobilitazione che unisce comunità ecclesiale, istituzioni, mondo produttivo e cittadinanza — conclude Papillo —. Vibo Valentia ha bisogno di una risposta corale, e la Cisal intende esserne parte attiva, accanto a chi lavora, a chi fa impresa e a chi serve le istituzioni con dedizione».
Lions Vibo: «Società civile stanca e pronta a schierarsi»
«Dispiace molto leggere quanto sta accadendo e come Lions Club Vibo Valentia voglio esprimere a nome di tutti la più ferma condanna per i gravi episodi di minaccia riportati dalla stampa e manifesta piena e convinta solidarietà all’amico e socio Marco Talarico». Così il presidente del Lions Club di Vibo Valentia, Domenico Caporale, che aggiunge: «Siamo certi che Marco continuerà a svolgere il proprio impegno con determinazione e senso delle istituzioni, e come amici gli saremo accanto, uniti, nel segno del forte legame che ci contraddistingue. Al contempo, auspichiamo che le autorità competenti facciano piena luce sull’accaduto di ieri e su quanto sta accadendo nel nostro territorio, affinché episodi di questo genere non trovino spazio nella nostra comunità. Facendomi interprete dei sentimenti di tutti i soci del Lions Club di Vibo Valentia, nel confermare stima e vicinanza sincera all’assessore comunale Marco Talarico – conclude il presidente Caporale – inoltre confermo che come Club aderiamo alla fiaccolata già programmata per questa sera alle ore 21.00 organizzata dalla Parrocchia di Gesù Salvatore con in processione la Madonna, ritenendola l’occasione giusta per far comprendere che la società civile è stanca ed è pronta a schierarsi senza indugio alcuno dalla parte della legalità».
La vicinanza di Uir
Vicinanza all’assessore comunale di Vibo è stata espressa dalla sezione “Paduano” di Vibo Valentia dell’UIR (Unione Insigniti al Merito della Repubblica): «Marco Talarico non è soltanto una figura istituzionale di primo piano, ma è unanimemente riconosciuto come una persona, un professionista di specchiate qualità, un uomo che, da Cavaliere della Repubblica quale egli è e componente di questa Sezione, ha scelto di impegnarsi nella vita pubblica con equilibrio e senso delle istituzioni. Consapevole dello spessore umano e istituzionale, la sezione vibonese dell’Unione Insigniti al Merito della Repubblica intende esprimere profonda solidarietà all’uomo prima ancora che al ruolo istituzionale che ricopre». Così si legge nella nota a firma del presidente della sezione UIR di Vibo Valentia, Maurizio Bonanno, che prosegue: «Facendomi interprete dei sentimenti degli Insigniti vibonesi, intendo esprimere pubblicamente sincera e profonda solidarietà, nella considerazione che il grave atto intimidatorio rappresenta un attacco alla sicurezza, alla legalità, al principio stesso secondo cui chi ricopre un ruolo pubblico deve poterlo fare senza temere per la propria incolumità. Confidiamo nel ruolo delle Forze dell’Ordine certi che le indagini sono in corso facciano piena luce sull’episodio, individuando rapidamente i responsabili – aggiunge il presidente dell’UIR di Vibo Valentia – a conferma del fatto che lo Stato, ancora una volta, è presente e vigile. Ma è altrettanto necessario che la comunità esprima una condanna ferma e unanime di ogni forma di intimidazione».
Le forze progressiste: «La politica reagisca insieme senza riserve e steccati»
«Le forze politiche dell’Area Progressista, PD - M5S – SI/AVS – Più Europa e Casa Riformista, nell’esprimere la loro solidarietà all’Assessore del Comune di Vibo Valentia Marco Talarico per la grave lettera minatoria ricevuta e a quanti in queste ultime ore come Imprenditori di Aziende Private stanno subendo ogni tipo di intimidazione ed attentato, ritengono importante che l’insieme del mondo della politica condanni con un’azione unitaria senza riserva alcuna tutte le azioni criminose che, in un crescendo di attentanti ed atti intimidatori, denotano negli ultimi mesi una inusitata e non più tollerabile recrudescenza della criminalità organizzata.
Per tale motivo e per porre fine ad ogni tipo di manifestazione delittuosa, le forze politiche progressiste ritengono indispensabile che con tutte le istituzioni locali, ed in particolare con i presidi maggiori delle articolazioni della legalità dello Stato, si faccia insieme fronte comune con una iniziativa forte e straordinaria da programmare nelle prossime ore.
L’eccezionalità del grave clima in cui è piombata la città capoluogo e l’intera provincia vibonese non può continuare ad essere affrontata soltanto come se ogni episodio fosse soltanto un caso isolato, bensì con una risposta corale e collettiva eccezionale, poiché oltre al bisogno immediato che si faccia piena luce su ogni vicenda è essenziale che si ritrovi in tutti la serenità necessaria a portare avanti con dignità la propria missione rispetto alle gravi emergenze sociali di cui si è investiti sul piano istituzionale e professionale. Una risposta perciò adeguata alla gravissima crisi in cui si trova il territorio da anni e di quella incombente per le note vicende nazionali e internazionali che rischiano di affondare in maniera irreparabile l’intera popolazione».
Prc: «La criminalità prospera se le regole vengono calpestate»
«Il Partito della Rifondazione Comunista di Vibo Valentia esprime la più ferma condanna per la recrudescenza con cui il potere criminale è tornato a colpire il territorio vibonese, prendendo di mira, a vario titolo, istituzioni, commercianti, funzionari pubblici, imprenditori e semplici cittadini e cittadine. Cinque aziende storiche della zona industriale tra Vibo e Jonadi sono state vittime del feroce raid mafioso degli ultimi giorni che, attraverso colpi di fucile contro saracinesche e vetrate, bottiglie incendiarie e proiettili, ha inteso lanciare un chiaro segnale alla collettività. Quest’ultima escalation rappresenta solo un tassello del fosco puzzle nel quale si intrecciano la precarietà del lavoro - con la sua ultima vittima a Francavilla Angitola - la totale assenza di controlli sia nel settore privato sia nel sistema degli appalti pubblici, lo smantellamento progressivo del sistema sanitario e, più in generale, di tutto l’apparato pubblico che dovrebbe costituire la spina dorsale di un Paese civile e democratico.
In questo quadro, mentre troppo spesso si preferiscono “gesti simbolici”, “ritualità pubbliche” e generiche invocazioni alla coscienza collettiva; continuano a mancare scelte nette, responsabilità politiche e strumenti concreti di contrasto al potere mafioso. Tra silenzi, sottovalutazioni e rappresentazioni rassicuranti della realtà, non sempre autentici e disinteressati, la criminalità organizzata trova così spazio per riaffermare il proprio controllo sul territorio e insinuarsi sempre più profondamente nel tessuto sociale ed economico. A questa deriva antidemocratica, che spinge pericolosamente il Paese nella morsa della violenza criminale e dell’abuso legalizzato, noi comunisti rispondiamo con l’impegno di sempre contro la mafia e i suoi sodali, nel solco tracciato da compagni quali Peppino Impastato, Giuseppe Valarioti, Pio La Torre e da tutte e tutti coloro che hanno pagato con il sangue il prezzo del loro impegno nella lotta antimafia. Un fronte costituzionale, democratico e antifascista è l’unico antidoto ai veleni che minacciano, ormai in maniera sempre più sfacciata, la nostra Repubblica. Per questo Rifondazione Comunista rilancia la necessità di un’alleanza popolare tra società civile, sindacati e associazioni antimafia, per sradicare il sistema criminale che soffoca i diritti e per difendere una legalità fondata sul lavoro e sulla dignità delle persone».





