Quasi un ultimatum, ma anche una risorsa insperata per i comuni che non hanno ancora finalizzato i fondi del bando Dopo di noi. Circa 3 milioni d'euro potrebbero tornare a Roma. Il riordino comincia con il triennio 2016-2018, in un clima da dentro o fuori.

«Attraverso un'interlocuzione che ho avuto con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali mi hanno dato la possibilità di poter riprogrammarle. Il 16 di aprile è arrivata la lettera del Ministero. C'è un richiamo all'utilizzo urgente perché parliamo di livelli essenziali di prestazioni sociali e devono essere utilizzate in tempi rapidissimi». È quanto ha dichiarato l’assessore regionale al Welfare, Pasqualina Straface, presiedendo, nella sala verde della Cittadella regionale a Catanzaro, l’incontro convocato con gli Ambiti territoriali sociali. Alla riunione era presente anche la dirigente del settore 4 del Dipartimento Welfare, Maria Gabriella Rizzo.

In attuazione della delibera, il Dipartimento regionale ha così notificato una nota agli ATS di Amantea, Catanzaro, Castrovillari, Caulonia, Corigliano-Rossano, Cosenza, Crotone, Montalto Uffugo, Polistena, Praia a Mare, Reggio Calabria, Rende, Rogliano, San Giovanni in Fiore, Soverato, Soveria Mannelli, Spilinga, Taurianova, Trebisacce, Vibo Valentia e Villa San Giovanni.

Agli ATS viene chiesto lo sblocco delle procedure di liquidazione entro dieci giorni. Entro il 31 maggio si procederà alla conclusione dell’iter, con approvazione delle relazioni pervenute o, in caso di mancato adempimento e persistente inerzia, con l’attivazione dei poteri sostitutivi e la nomina di commissari ad acta.

Ultima possibilità quindi per i casi più critici. Reggio Calabria con quasi 500mila euro ancora non rendicontati. Catanzaro 400mila, Corigliano Rossano 200mila. Tanti altri centri con somme superiori ai 100mila euro.

«Oggi in alcuni ambiti ancora esistono delle carenze strutturali – ha ribadito la Straface – Abbiamo oltre i 120mila famiglie che vivono in uno stato di povertà, di cui 48mila famiglie ricevono l'assegno di inclusione sociale, ma abbiamo poi i quasi poveri. Ritengo che le fragilità e le persone con disabilità devono avere una corsia preferenziale su tutto».