La partitura del Magnificat e una pergamena di riconoscenza sono state consegnate nei giorni scorsi al Conservatorio Fausto Torrefranca di Vibo Valentia, durante una cerimonia che ha assunto il valore di un ringraziamento pubblico a una comunità accademica vissuta come luogo di formazione musicale, ascolto e crescita personale.

A consegnare l’opera al direttore Francescantonio Pollice è stato don Pino Latelli, studente dell’ultimo anno del triennio accademico di Direzione di coro e composizione corale. All’incontro erano presenti anche la vicedirettrice Chiara Macrì e il personale di segreteria.

Il dono al Conservatorio

La consegna ha riguardato la partitura del Magnificat e un quadro contenente una pergamena nella quale don Pino Latelli ha raccolto i sentimenti di gratitudine maturati durante il proprio percorso di studi. Un cammino segnato dal sostegno umano e culturale ricevuto negli anni, dall’accoglienza, dalla vicinanza e dall’attenzione dimostrate da docenti e personale, soprattutto nei momenti di maggiore difficoltà.

L’esperienza vissuta al Torrefranca viene raccontata come quella di una comunità educativa capace di andare oltre la sola formazione musicale, diventando spazio di condivisione, solidarietà e maturazione personale.

Pollice: «Dietro ogni percorso ci sono persone, storie ed esperienze»

Il direttore Francescantonio Pollice ha accolto il dono con emozione, ringraziando don Pino Latelli per il gesto e per la profondità del messaggio affidato alla pergamena. «Momenti come questo - ha dichiarato - danno senso al lavoro quotidiano del Conservatorio, perché ricordano che dietro ogni percorso formativo ci sono persone, storie ed esperienze che meritano di essere ascoltate e accompagnate con attenzione».

Pollice ha quindi richiamato l’impegno del Conservatorio nel coniugare eccellenza artistica e crescita umana, promuovendo un ambiente educativo fondato su ascolto, rispetto reciproco e condivisione.

Un’attenzione particolare, ha sottolineato il direttore, deve essere riservata agli studenti che vivono situazioni di fragilità o difficoltà. Il compito dell’istituzione è quello di non lasciare indietro nessuno e di garantire a ciascuno un percorso formativo sereno, inclusivo e rispettoso delle diverse esigenze. «La musica - ha aggiunto - è prima di tutto relazione, incontro e umanità. Quando riesce a trasformare l’esperienza personale in espressione artistica, diventa un linguaggio universale capace di unire le persone e di dare significato al vissuto di ciascuno».

Il quadro accanto alla direzione

A testimonianza dell’apprezzamento per il gesto ricevuto, Pollice ha disposto che il quadro venga collocato accanto alla porta d’ingresso della direzione, in una posizione visibile a studenti, docenti e visitatori. Un segno del legame che unisce la comunità accademica e del valore che l’istituzione attribuisce alle relazioni umane.

Nel corso dell’iniziativa è stato ricordato anche il ruolo svolto dal direttore e dai docenti Mateja Cernic, Gianfranco Cambareri, Luigi Mogrovejo, Domenico Giannetta, Alex Betto, Chiara Macrì, Ferruccio Messinese e Giacomantonio Stanislao nella formazione dell’autore e nella realizzazione del progetto.

Un ringraziamento è stato rivolto inoltre agli altri docenti, al personale di segreteria, ai collaboratori e agli studenti del Conservatorio, che con professionalità, disponibilità e vicinanza hanno contribuito a rendere questo percorso di studio e di crescita umana particolarmente significativo.

Il Magnificat come punto di arrivo

Per don Pino Latelli, il Magnificat rappresenta il punto di arrivo di un cammino umano, artistico e formativo maturato attraverso anni di studio e prove personali, affrontate anche grazie al sostegno ricevuto all’interno della comunità accademica.

La consegna della partitura e della pergamena diventa così un segno concreto di gratitudine verso il Conservatorio e verso tutte le persone che hanno condiviso questo percorso. Un gesto che richiama i valori di accoglienza, solidarietà e partecipazione, al centro della missione educativa del Torrefranca, dove la formazione musicale diventa anche esperienza di crescita umana.