Era il 2011 quando iniziò il percorso professionale del fotografo e documentarista Saverio Caracciolo con Domenico Maduli, presidente di LaC TV. L’incontro avvenne grazie al compianto don Saverio Di Bella. L’obiettivo iniziale era semplice: trovare uno sponsor per la mostra fotografica Momenti Religiosi, che si sarebbe tenuta nel mese di giugno a Tropea per poi diventare un’esposizione itinerante in tutta la Calabria.

Fu proprio don Saverio ad accompagnare Saverio Caracciolo da Domenico Maduli. Appena il presidente di LaC TV aprì l’album contenente le fotografie destinate alla mostra e osservò la prima immagine, richiuse l’album e pronunciò una frase destinata a cambiare il corso degli eventi: «Questa mostra la sponsorizzo tutta io».

Quel gesto di fiducia rappresentò l’inizio di un lungo cammino. Poco tempo dopo, infatti, Domenico Maduli contattò Saverio Caracciolo per proporgli di entrare a far parte del nuovo progetto televisivo di LaC TV come fotografo.

All’epoca Caracciolo gestiva uno studio fotografico a Tropea e realizzava ogni anno tra i trenta e i quaranta servizi matrimoniali. Ma la voglia di affrontare nuove sfide prevalse. Nel 2014 prese una decisione coraggiosa: chiudere lo studio fotografico, nonostante avesse già ventisette-ventotto matrimoni prenotati, per dedicarsi completamente all’avventura professionale con LaC TV.

Nei primi anni si occupò soprattutto di fotografia di scena. La vera svolta arrivò nel 2016. Durante la trasmissione Filo Diretto si affrontò il tema della tendopoli di San Ferdinando, nel Reggino, dove oltre duecento migranti vivevano in condizioni disumane, sfruttati nella raccolta degli agrumi. Saverio Caracciolo decise allora di recarsi personalmente nella tendopoli per realizzare un reportage fotografico di denuncia.

All’inizio gli abitanti del campo rifiutavano di essere fotografati. Solo dopo giorni di dialogo e confronto riuscì a conquistarne la fiducia. Visse con loro per due giorni e due notti, dormendo in una tenda, condividendo il cibo e la quotidianità. Da quell’esperienza nacque il suo primo docufilm, Nera la Notte. Un risultato inatteso per chi, fino a quel momento, aveva sempre dichiarato di non amare il linguaggio video e di non averne mai realizzati.

Sempre nel 2016 propose a Domenico Maduli un’altra idea: raccontare la Calabria più autentica, quella positiva, fatta di persone, tradizioni e storie spesso ignorate. Da quell’intuizione nacquero Mastri e Mestieri e, l’anno successivo, LaC Storie, la cui prima puntata andò in onda nel giugno 2017.

Da allora il programma non si è più fermato, raggiungendo oggi il prestigioso traguardo della trecentesima puntata.

Attraverso queste produzioni, Saverio Caracciolo ha raccontato soprattutto la Calabria migliore: le storie di uomini e donne comuni ma straordinari, le manifestazioni religiose e popolari, gli antichi mestieri, le tradizioni e il patrimonio culturale che rischiano di scomparire. Non sono mancate, tuttavia, le inchieste di denuncia sociale, come quelle realizzate a La Ciambra, a Gioia Tauro, e a Scordovillo, a Lamezia Terme, due realtà spesso dimenticate dove vivono numerose famiglie di etnia rom.

Anche in quelle occasioni ha scelto di condividere la vita delle persone raccontate, convinto che un territorio possa essere narrato davvero solo vivendolo dall’interno, immergendosi completamente nella sua realtà e instaurando un autentico rapporto umano con chi la abita.

Oggi Caracciolo esprime un sincero ringraziamento al presidente Domenico Maduli e al direttore generale di LaC TV, Maria Grazia Falduto, che continuano a credere nel suo lavoro e nel valore di un’informazione capace di custodire e valorizzare l’identità della Calabria.

L’obiettivo di Saverio resta quello di continuare a raccontare la Calabria più autentica, perché la memoria, le radici e le tradizioni rappresentano un patrimonio da trasmettere alle nuove generazioni. È infatti dalla conoscenza del proprio passato che si costruisce un futuro più consapevole.

Il messaggio che Saverio Caracciolo rivolge ai giovani è semplice ma profondo: credere nelle proprie capacità e nella propria terra. La Calabria è una regione ricca di opportunità, talento e potenzialità. Se osservata con spirito costruttivo, anziché soltanto attraverso le sue criticità, può offrire grandi soddisfazioni. Con fantasia, impegno e determinazione è possibile creare lavoro, vivere dignitosamente e contribuire concretamente alla crescita del territorio. Le tante storie raccontate in LaC Storie, in questi anni, ne rappresentano la dimostrazione più autentica.