Nell’occasione il ricordo sull'importanza della donazione di organi voluta nel 1994 dai genitori di Nicholas Green, dopo la tragica uccisione del figlio
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Un susseguirsi di emozioni e un moltiplicarsi di stati d'animo. Tutto questo, e non solo, è stato l'incontro svoltosi presso la Villa della Gioia di Paravati, valido come IX tappa dell'Avis open tour e come occasione propizia per festeggiare i dieci anni di vita dell'Avis comunale di Mileto. Una location “speciale”, che ha contribuito a rendere ancora più ricco di contenuti un evento già di per sé significativo, che ha posto l'accento sul fatto che “nessuno si salva da solo” e sul valore del gesto di “offrire” il proprio sangue. All'appuntamento nel luogo simbolo del carisma della Serva di Dio Natuzza Evolo si sono ritrovati decine di donatori e di simpatizzanti dell'associazione di volontariato e numerose autorità locali.

L'incontro è stato introdotto dal presidente comunale Avis Domenico Pontoriero e dal vice presidente provinciale Aldo Angillieri. Subito dopo ci sono stati i saluti di rito del sindaco di Mileto, Salvatore Fortunato Giordano, e gli interventi di Cosmo Gallizzi (presidente Avis provinciale di Vibo Valentia), Pellegrino Mancini (già direttore del Centro regionale Trapianti del Grande ospedale metropolitano di Reggio Calabria), Antonello Gigliotti (presidente Admo Regione Calabria), Giuseppe Conocchiella (portavoce Forum terzo settore provincia di Vibo Valentia e dirigente Aido Briatico), Dorotea Vangeli (testimonianza Admo). A trarre le fila ci ha pensato il presidente regionale dell'Avis Calabria, Franco Rizzuti.

Dalla discussione e dalle testimonianze in sala, coordinate dal giornalista Vincenzo Varone, è tra l'altro emersa l'importanza della raccolta di sangue e di plasma e della donazione di organi per salvare vite umane. E al riguardo è stato anche ricordato il valore del gesto compiuto nel 1994 dai coniugi americani Reginald e Margaret Green, genitori del piccolo Nicholas. Il ragazzo all'epoca aveva sette anni. Fu ucciso mentre percorreva con la famiglia il tratto vibonese dell'A3 Salerno-Reggio Calabria, in direzione Sicilia. La loro auto a noleggio fu scambiata da alcuni malavitosi per quella di un gioielliere e fu crivellata di colpi. Il bambino fu colpito mortalmente alla testa da uno dei proiettili, mentre dormiva sul sedile posteriore. Al suo fianco la sorellina Eleanor di appena quattro anni, rimasta fortunatamente illesa.
I genitori dopo la morte di Nicholas decisero di autorizzare il prelievo e la donazione dei suoi organi, un gesto di grande altruismo che colpì molto l'opinione pubblica e che aprì la strada all'aumento di questa pratica in Italia, all'epoca poco diffusa. Grazie a loro sette italiani ebbero salva o migliorata la vita. Nel 2023 il Comune di Mileto proprio al ragazzo americano ha voluto intitolare il parco urbano dell'ex Foro Boario. Al termine degli interventi in sala l'incontro è proseguito con una santa messa celebrata dal rettore padre Michele Cordiano nel santuario “Cuore immacolato di Maria Rifugio delle Anime”, la consegna delle onorificenze ai donatori benemeriti e il buffet conviviale con il classico taglio della torta.

