A Vibo Valentia prende forma un nuovo tassello del progetto europeo MYTHiC – Mobilize Youth Tackling Hate in Calabria, con una tappa dedicata al rafforzamento della rete territoriale impegnata nel contrasto ai fenomeni di odio online. Nei giorni scorsi, nella sede del Comune, una tavola rotonda ha riunito istituzioni locali, servizi sociali e realtà del terzo settore attive nel sostegno alle persone più esposte alla vulnerabilità, con l’obiettivo di trasformare il confronto in un percorso operativo condiviso.

L’incontro, spiegano i promotori, è servito ad «avviare un confronto operativo in vista della costruzione della coalizione territoriale prevista dal progetto», mettendo attorno allo stesso tavolo amministrazione comunale e associazioni che ogni giorno lavorano accanto a minori, migranti e persone con disabilità. Il senso dell’iniziativa è proprio questo: non limitarsi a una riflessione generale sul tema, ma costruire una presenza stabile sul territorio, capace di riconoscere i segnali dell’odio in rete e di offrire strumenti di risposta.

Il ruolo del Comune e delle associazioni

Alla tavola rotonda hanno preso parte, tra gli altri, l’assessora alle Politiche sociali, coesione sociale e politiche giovanili, pari opportunità e contrasto alle discriminazioni di genere, Lorenza Scrugli, insieme ai servizi sociali comunali e a numerose associazioni del territorio. La riunione ha rappresentato «un primo momento di conoscenza reciproca e di condivisione delle attività», pensato per favorire l’adesione delle organizzazioni locali alla coalizione MYTHiC, che si sta progressivamente strutturando in Calabria.

Dal confronto è emersa soprattutto l’esigenza di dotare il territorio di una capacità di intervento più coordinata. È stata infatti evidenziata «la necessità di attivare, anche attraverso il coinvolgimento diretto delle associazioni, un sistema territoriale di segnalazione dei casi di odio online», uno strumento che dovrebbe permettere di intercettare i casi, accompagnare le vittime e mettere in connessione scuola, servizi sociali e comunità. L’idea di fondo è che il contrasto all’hate speech non possa essere affidato a un solo soggetto, ma richieda una risposta integrata e condivisa.

Formazione e strumenti operativi

Tra le azioni già condivise c’è l’avvio di «un primo ciclo di formazione rivolto alle associazioni locali», i cui contenuti saranno trasmessi nei prossimi giorni. La formazione si svolgerà nella Biblioteca comunale, messa a disposizione dall’amministrazione di Vibo Valentia, e rappresenta uno dei primi passaggi concreti del lavoro avviato in città.

Il progetto, intanto, si inserisce in un percorso regionale già avviato da mesi. MYTHiC ha infatti promosso incontri informativi nelle scuole, coinvolgendo oltre 600 studenti e 32 docenti, e ha selezionato finora 47 giovani «Equity Defender», chiamati a promuovere una cultura digitale inclusiva e più consapevole. Accanto alle attività formative, stanno prendendo forma anche strumenti operativi ritenuti fondamentali: una ricerca sui fenomeni di odio online in Calabria, linee guida per la creazione di un sistema di segnalazione e supporto alle vittime e materiali di comunicazione e sensibilizzazione destinati a scuole e territori.

I prossimi passi del progetto MYTHiC

Nei prossimi mesi il progetto, che si avvale della collaborazione di Fondazione Albero della Vita, Dataninja e Centro calabrese di solidarietà ed è finanziato dall’Unione europea, continuerà a consolidare la propria presenza nei territori calabresi. In programma ci sono nuove sessioni formative, altri incontri di rete e soprattutto l’avvio di un help desk, fisico e digitale, per la gestione dei casi di hate speech.

Il percorso partito da Vibo Valentia viene indicato dai promotori come «un ulteriore passo nella costruzione di una rete territoriale ampia e partecipata», pensata per rispondere in maniera concreta alle sfide poste dall’odio online. È in questa prospettiva che la tappa vibonese assume un valore che va oltre il singolo incontro: costruire alleanze locali, rafforzare competenze, creare canali di ascolto e intervento, perché la prevenzione passi da un lavoro quotidiano e radicato nelle comunità.