Niente processione in mare e niente processione per le vie del borgo nel giorno dell’Assunzione. Una scelta voluta dal rettore del santuario di Santa Maria di Ricadi dedicato alla Vergine Lauretana, don Francesco Sicari, il quale ha così inteso proporre una celebrazione più sobria, capace di restituire alla festa mariana la sua dimensione più autenticamente spirituale. «L’intento - spiega oggi il sacerdote - è stato quello di offrire ai tanti devoti della Madonna del mare, e in particolare ai numerosi turisti che durante l’estate raggiungono Santa Maria di Ricadi provenendo non soltanto dal territorio vibonese, ma anche da diverse parti d’Italia e del mondo, spazi di silenzio, di ascolto e di preghiera, per recuperare quella dimensione interiore della fede che non sempre le manifestazioni esteriori riescono a favorire. La scelta - aggiunge - non ha diminuito la partecipazione. Al contrario, le celebrazioni vissute all’interno del santuario sono state molto partecipate, a cominciare da quella del 10 agosto, durante la quale sono state benedette le corone restaurate e successivamente poste sul capo della Madonna e del Bambino Gesù».

Numerosi anche i fedeli che hanno partecipato alle celebrazioni del 15 agosto. Il momento culminante della giornata è stato la celebrazione eucaristica presieduta dallo stesso don Sicari nel cortile esterno del santuario. Poco prima dell’inizio della messa l’antica effige della Vergine è stata portata a spalla accanto all’altare, accolta dagli applausi e dalla commozione dei presenti. Nell’omelia il rettore ha commentato l’immagine gloriosa e luminosa della donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi, tratta dal libro dell’Apocalisse. «Maria - ha sottolineato - è avvolta dalla luce, ma attraversa il travaglio. È un’immagine che ricorda a tutti che la gloria non cancella la sofferenza. Maria è la donna vestita di sole, ma prima di essere incoronata ha conosciuto la fatica del viaggio, la povertà di Betlemme, la fuga in Egitto, l’incomprensione, la profezia di Simeone, la perdita di Gesù a Gerusalemme e, soprattutto, il dolore della croce. Ella non ci promette una vita senza sofferenza, ma ci promette qualcosa di più grande, che la sofferenza non avrà l’ultima parola».

Al termine della sacra funzione la statua della Madonna è stata portata al centro della piazza. Qui don Sicari ha elevato alla Vergine un solenne atto di affidamento, mettendo nel cuore della Madre le famiglie, i giovani, gli anziani e gli ammalati, quanti stanno trascorrendo un tempo di riposo e di vacanza, coloro che lavorano sul mare e tutti i defunti. Una conclusione semplice, in sintonia con il senso che quest’anno il rettore ha voluto dare alla festa, «non una fede fatta soltanto di gesti esteriori, ma una fede capace di fermarsi, ascoltare, affidarsi e ripartire. E mentre la sera scendeva sul mare di Santa Maria di Ricadi - conclude don Sicari - la Madonnina del mare è rimasta ancora una volta al centro della preghiera di tanti uomini e donne. Una presenza silenziosa, materna, capace di ricordare a tutti che, anche quando la strada attraversa la sofferenza, la luce della Pasqua è più forte della notte e la storia, nelle mani di Dio, conduce sempre verso il cielo».