Grande afflusso di pubblico nell’ultimo fine settimana della manifestazione che ormai è diventata uno degli eventi di maggior richiamo del Vibonese
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Con la chiusura degli ultimi banchi gastronomici e il rientro dei visitatori, Serra San Bruno saluta la XIII edizione della Festa del Fungo. Il fine settimana di sabato 3 e domenica 4 ottobre ha segnato l'atto conclusivo della manifestazione, portando nel borgo il picco di affluenza dell'intero programma. Due giornate intense tra i banchi della mostra micologica, i punti di ristoro all'aperto e gli appuntamenti musicali che hanno riempito le piazze fino a tarda sera, chiudendo il bilancio di un evento che in questa edizione ha diviso la sua programmazione su due fine settimana.
Dietro la gestione di un evento capace di richiamare migliaia di presenze c'è il lavoro sinergico della Pro Loco di Serra San Bruno e dell'Amministrazione comunale. La manifestazione, entrata a pieno titolo nel calendario della valorizzazione territoriale calabrese, è stata supportata dal patrocinio della Regione Calabria, del Parco Naturale Regionale delle Serre e del Gal Terre Vibonesi. Cruciale, per la riuscita delle cinque giornate complessive, è stata l'attività dei micologi e degli esperti che hanno curato la storica Mostra Micologica della Pro Loco, punto di riferimento scientifico volto a garantire la corretta conoscenza e la tutela delle specie boschive esposte.
L'evento trova la sua naturale collocazione in un'area geografica strategica per l'economia boschiva calabrese. Il territorio di Serra San Bruno è infatti il cuore pulsante delle Serre Calabresi, una catena montuosa caratterizzata da fitti boschi di castagno, faggio e abete bianco. Questo particolare ecosistema, segnato da un'elevata umidità e da numerose sorgenti d'acqua, garantisce l'habitat in cui cresce e domina il fungo porcino, risorsa simbolo del territorio e vero e proprio motore economico della comunità rurale.
A dare una dimensione comprensoriale alla manifestazione è la presenza del Gal Terre Vibonesi, il Gruppo di Azione Locale che unisce i comuni della provincia di Vibo Valentia. L'obiettivo del consorzio, evidente anche nella selezione degli espositori presenti, è proprio quello di connettere il turismo della costa con le produzioni agroalimentari dell'entroterra montano, tutelando l'identità locale e contrastando lo spopolamento dei borghi interni.
Nelle giornate del 3 e 4 ottobre, il flusso dei visitatori ha occupato l'asse principale del centro storico, snodandosi lungo i banchi allestiti su Corso Umberto I e concentrandosi nei punti nevralgici della festa, storicamente identificati con la Piazza di Spinetto.
Proprio la Piazza di Spinetto è stata il fulcro degli appuntamenti di punta del fine settimana. L'area ha ospitato la cucina all'aperto dedicata ai cooking show e ai dibattiti, coordinati e presentati sul palco da Anna Aloi, conduttrice televisiva ed esperta enogastronomica calabrese. Sotto la sua conduzione si sono sviluppate le sessioni culinarie dal vivo affidate allo chef Antonio Franzè, alla guida del ristorante Luna Convento di Copanello. Il palco non è stato però uno spazio isolato: l'alternarsi dei personaggi e il dialogo gestito da Aloi ha visto intervenire diversi profili istituzionali e scientifici. Spazio di primo piano è stato dato all'attività dei micologi, con l'intervento sul palco della micologa Rosalba Calabretta, che ha relazionato il pubblico sul riconoscimento delle specie, sulla sicurezza alimentare e sulla tutela della biodiversità boschiva. Al dibattito hanno preso parte anche gli esperti del Distretto del Cibo di Vibo Valentia, il biologo nutrizionista serrese Vincenzo Comito – intervenuto per spiegare le proprietà nutrizionali e la biologia del fungo locale – e il commissario straordinario dell'Ente Parco delle Serre, Francesco Costantino, dirigente tecnico della Regione Calabria salito per rimarcare il valore strategico della tutela ambientale legata all'economia del territorio. Questa combinazione tra la lavorazione del porcino, i talk tecnici e il racconto delle eccellenze agroalimentari ha trasformato lo spazio in un punto di incontro corale tra la divulgazione del territorio e l'assaggio immediato da parte dei visitatori. Intorno alle postazioni della cucina, i banchi commerciali hanno completato la mappa del centro storico, alternando la vendita del prodotto fresco a quella delle specialità conservate.

A confermare la rilevanza della manifestazione è stato un fuoriprogramma registrato nella giornata di sabato. Tra la folla e i banchi di Corso Umberto I si è presentato, confuso tra i semplici visitatori, l'assessore regionale al Turismo e allo Sviluppo Economico, Giovanni Calabrese. Intercettato e intervistato tra gli stand dai microfoni di LaC News24, l'esponente della giunta ha sottolineato l'importanza della festa per l'economia dei borghi interni e ha ricordato il recente provvedimento da 15 milioni di euro varato dal presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto. Si tratta di fondi straordinari destinati a contrastare il caro carburante e il rincaro dell'energia, una misura concepita per dare un sostegno diretto alle famiglie, ai trasportatori e alle imprese agricole operanti nelle aree montane calabresi.
A esprimere piena soddisfazione per la riuscita dell'evento è stato anche il presidente della Pro Loco di Serra San Bruno, Francesco Bonazza, alla guida del direttivo che ha pianificato la complessa macchina organizzativa. Bonazza ha rimarcato come la risposta straordinaria del pubblico sia andata oltre le aspettative, ripagando settimane di lavoro e confermando il valore della squadra e dei volontari impegnati sul campo per unire accoglienza, gastronomia e tutela della cultura boschiva.
Le parole del presidente si collegano direttamente al bilancio tracciato dal sindaco di Serra San Bruno, Alfredo Barillari. Il primo cittadino ha evidenziato come la Festa del Fungo stia registrando una crescita costante di anno in anno, sottolineando l'importanza strategica della kermesse per l'intera comunità serrese, capace di catalizzare l'attenzione dei media e dei visitatori regionali ed extraregionali attorno alle risorse identitarie del borgo.

