Nella sala consiliare di Vibo Valentia il silenzio si è fatto racconto, memoria e impegno. Una storia privata diventata patrimonio collettivo, quella di Giuseppe Nusdeo, scomparso trent’anni fa per leucemia, che oggi continua a generare consapevolezza e solidarietà.

«La nostra associazione nasce per trasformare il dolore in qualcosa che possa aiutare gli altri», ha spiegato il dottor Francesco Nusdeo, ripercorrendo la genesi dell’associazione “Io dono - Giuseppe Nusdeo”, creata insieme alla moglie Pina Davoli per sostenere la ricerca e promuovere la donazione di midollo osseo.

È proprio la madre di Giuseppe a dare voce al lato più intimo del progetto: «Il libro ‘Il Principe Alato’ è nato per parlare ai giovani, per spiegare che donare può salvare una vita». Un messaggio semplice ma potente, che trasforma una tragedia in “speranza e solidarietà”.

All’incontro, promosso dalla presidente della Quarta Commissione Marcella Mellea, hanno preso parte esponenti istituzionali e studenti, protagonisti attivi del percorso di sensibilizzazione. «Abbiamo utilizzato il libro per riflettere su temi di educazione civica», hanno raccontato i ragazzi del liceo G. Berto e del liceo Vito Capialbi, dimostrando come la consapevolezza possa nascere già tra i più giovani.

Non solo memoria, ma anche segni concreti sul territorio. Giuseppe Cuzzucoli, già consigliere comunale di durante l’amministrazione Limardo, ha ricordato il percorso che ha portato all’intitolazione della piazza a Giuseppe Nusdeo, mentre l’architetto Carmen Corrado ha illustrato l’iter progettuale: «Un lavoro iniziato prima del 2019 e concluso con uno spazio che oggi appartiene alla comunità».

Quella piazza, è stato sottolineato, è «l’agorà, il cuore sociale della città», un luogo che accoglie e unisce, diventando simbolo di una memoria che resta viva e condivisa.

L’incontro si è chiuso con un messaggio chiaro: «Ogni gesto di solidarietà può fare la differenza». E con un appuntamento già fissato: il 17 aprile, nel Duomo, la celebrazione della Santa Messa seguita dalle attività al Valentianum per la conclusione del concorso “Il Dono”.