Vibonese multata per il dopo partita a Rieti, la versione di Ciotti e la rabbia della società

Il difensore rossoblù fornisce la sua ricostruzione dei fatti su quanto accaduto negli spogliatoi del “Centro d’Italia”. Versione avvalorata dal dg Beccaria che commenta: «Decisione ingiusta»

Il difensore rossoblù fornisce la sua ricostruzione dei fatti su quanto accaduto negli spogliatoi del “Centro d’Italia”. Versione avvalorata dal dg Beccaria che commenta: «Decisione ingiusta»

Pietro Ciotti in azione
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Vibonese calcio sanzionata dal Giudice sportivo con una multa da 500 euro e una giornata di squalifica per Pietro Ciotti in relazione ai fatti avvenuti negli spogliatoi dello stadio di Rieti nel post-partita del turno del 16 ottobre. Ferma la replica del club rossoblù che, a poche ore dalla gara in terra laziale (vinta per 1-0 grazie il gol di Taurino), respinge ogni addebbito circa la rottura di una finestra. La società parte dalla ricostruzione passo dopo passo dell’accaduto fornita dal difensore rossoblù: «Ricordo che eravamo negli spogliatoi nel dopo partita – afferma Ciotti -, ovviamente eravamo contenti per il risultato ma praticamente non ci è stato permesso di gioire per nulla perché appena siamo entrati in stanza siamo stati sommersi da colpi e pugni continui alle finestre, che davano evidentemente su un’area a cui tutti avevano accesso. Abbiamo provato a chiedere gentilmente di smetterla – sottolinea Ciotti – ma al nostro disappunto, anziché cessare, i colpi ai vetri sono diventati più frequenti e forti, tant’è che una finestra si è aperta. Ci siamo spaventati – rimarca – anche perché tutti i vetri erano già scheggiati o, in alcuni casi, già rotti. Abbiamo avuto paura per la nostra incolumità soprattutto perché a quelle finestre non vi erano grate di sicurezza. A quel punto mi sono alzato per chiuderle, ed un infisso si è carrellato, ma – ribadisce Ciotti – non ho rotto nulla. Sono davvero amareggiato per la squalifica e la multa comminata nei miei confronti ma questa è la vera ricostruzione di quanto accaduto». Ricostruzione dei fatti confermata dal direttore generale rossoblù, Danilo Beccaria, presente al momento dell’accaduto: «E’ ingiusto – commenta il dirigente -. Subiamo una penalizzazione e un danno di immagine senza colpe. Non faremo ricorso ma è giusto che tutti sappiano realmente cosa sia successo nella pancia del “Centro d’Italia”. La Vibonese è una società corretta. Come lo è il Rieti che, ovviamente – sottolinea il dirigente -, non c’entra nulla. Non sarà infatti questo episodio a incrinare i rapporti fra le due società. Ma non possiamo non protestare per una decisione ingiusta che ci penalizza fortemente come società, squadra e giocatore singolo. La Vibonese – rimarca Beccaria – respinge ogni atto violento e se avessimo avuto anche solo il minimo dubbio sulla lealtà e buona fede del nostro tesserato lo avremmo ammonito in maniera decisa. Ma è andata come ha raccontato lui. Io c’ero – spiega -, ero presente ed ho visto tutto». E infine la chiosa del direttore generale con una domanda: «Com’è possibile che lo spogliatoio riservato alla squadra ospite possa essere raggiunto da chiunque senza sicurezza? Com’è possibile che le finestre siano sprovviste di grate di sicurezza?». 

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