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Potrebbe però tornare a vivere con la prossima apertura della piscina comunale accanto al palazzetto dello sport

Sport

Negli anni che vanno dal dopoguerra fino agli anni ’70 , i mesi estivi erano attesi con impazienza da quasi tutta la gioventù di Vibo Marina, oltre che per le attività balneari, anche perché consentivano di poter praticare un’attività sportiva  che coinvolgeva, in quei decenni, intere schiere di ragazzi e adolescenti: la pallanuoto. Essa, oltre ad essere uno sport  acquatico molto praticato, era diventata una tradizione che si innestava nel programma dei festeggiamenti in onore della Madonna di Pompei , programma che prevedeva inderogabilmente anche il torneo di pallanuoto. Da inizio estate iniziavano gli allenamenti per poter gareggiare nel torneo e arrivare , se possibile, all’ agognata meta della finale, prevista per il giorno della festa patronale e seguita da centinaia di persone che, assiepate su quel tratto di lungomare prospiciente lo specchio d’acqua in cui si svolgevano le gare, seguivano le fasi del gioco con interesse e partecipazione. Il rettangolo di gioco era lo specchio d’acqua antistante il lungomare, costruito faticosamente per mezzo di zavorre, sugheri, camere d’aria di automobili, pezzi di reti da pesca e posto in linea d’aria all’altezza della statua di Santa Venera. Il rischio era che, in caso di mareggiata, come spesso avveniva, bisognava ricominciare tutto daccapo. Si gareggiava in condizioni ambientali “estreme” in quanto nell’acqua galleggiava di tutto, essendo il campo del torneo posto proprio a ridosso degli scarichi fognari. Ma nessuno ci badava più di tanto e i ragazzi non se ne curavano, tanto erano animati da orgoglio ed entusiasmo. Poi le autorità proibirono, per motivi igienico-sanitari,  la balneazione nelle acque del porto e questo segnò la fine di quell’antica tradizione. Di quel tempo rimane soltanto il ricordo dei protagonisti, tutti oggi ormai avanti negli anni (qualcuno non c’è più) , oltre a qualche sbiadita fotografia in bianco e nero.

Ma quell’antica tradizione sportiva, legata alla storia di Vibo Marina, potrebbe forse oggi rinascere. La pallanuoto, si sa, è uno sport che si pratica in piscina e non nel mare e quindi “conditio sine qua non” è la possibilità di disporre di una struttura idonea alle attività agonistiche. Con il verbale di consegna datato 26 luglio è stato disposto, da parte del Comune, l’affidamento  della gestione della piscina, ubicata a fianco al palazzetto dello sport. La condizione necessaria sembra quindi  finalmente realizzarsi. Si tratterebbe di un evento importante per la collettività in quanto, grazie all’apertura della piscina, si potrebbero avviare alla pratica di questo bellissimo sport le nuove generazioni, con un intuibile risultato anche dal punto di vista sociale in quanto avvicinare i giovani allo sport significherebbe, soprattutto, allontanarli da altre attività  nocive e dai falsi miti di cui  purtroppo, sempre più spesso, diventano facile preda. 

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