L’evento è stato dedicato alla memoria di Angelo Ceravolo, storica guida della Delegazione provinciale Figc: «Un galantuomo sia dal punto di vista sportivo che umano. Per oltre trentennio è stato il presidente di tutti». Ecco tutti i premiati
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Venerdì scorso si è tenuta l'ormai storica cerimonia della Coppa Olimpia, evento sportivo giunto alla sua 64esima edizione e che è diventato storia e appuntamento fisso nelle pagine sportive di Pizzo.
La manifestazione sportiva
Storia, tradizioni e radici caratterizzano la manifestazione, fondata e portata avanti dal suo attuale presidente Matteo Betrò, ideatore e fondatore nel 1962. Una storia di prestigio per quello che è il più antico torneo del Meridione e probabilmente anche d’Italia (in attesa della conferma dell’esistenza di una competizione analoga in Trentino). Sessantaquattro anni che hanno visto, nel corso del tempo, molteplici comparse di giocatori di Serie A e Serie B. Insomma, una creatura di Matteo Betrò estesa a tutta la Calabria sportiva. Il brand e la fama di un evento così longevo, inoltre, sono mantenuti ad altissimo livello anche grazie allo sponsor storico ufficiale Tonno Callipo, al fianco della manifestazione da circa mezzo secolo.
Tanti volti noti
La cerimonia, tenutasi al Palazzo della Cultura e condotta dal giornalista Danilo Zimatore, ha visto in prima fila personaggi illustri dello sport vibonese e non solo. Tanti i volti noti come: Enzo Pagnotta, vice presidente della Coppa Olimpia; Enzo Insardà, delegato Federcalcio per il territorio vibonese; Rino Putrino, figura nota della Vibonese Calcio e attuale commissario ad interim del club; i funzionari comunali di Pizzo Muratore e Procopio; il sindaco del comune napitino, Sergio Pititto. Di spicco anche la presenza di Peppe Sarlo, decano del giornalismo territoriale e non solo e con oltre mezzo secolo di brillante carriera alle spalle. A lui infatti è stato consegnato il tredicesimo premio giornalistico "Franco Russo".
Le sensazioni di Betrò
A ripercorrere le emozioni della cerimonia è stato lo stesso presidente Betrò: «Una serata meravigliosa e coronata dall'assegnazione del premio giornalistico Franco Russo a Peppe Sarlo. Importante anche il colpo d'occhio di pubblico che, anche con il tempo inclemente, è accorso numeroso. Di rilievo inoltre gli interventi dei vari Putrino, Insardà e Pagnotta magistralmente moderati dalla conduzione di Danilo Zimatore che ha già avuto modo di presentare alcune precedenti edizioni. Ringrazio i miei collaboratori, assenti per lavoro, Francesco Pascale e Domenico Pizzonia e l'Arcobaleno dei Fiori di Pasquale Urzia per l'omaggio floreale».
Il sogno rimane lo stesso
Insomma, un'altra bella pagina di storia è stata scritta, anche se il cruccio di Betrò rimane lo stesso ed è quello di tornare a giocare nel campo di casa sua, ovvero lo stadio Vincenzo Tucci: «Quanto all'avvenire, senz'altro il fatto positivo è che dopo sei anni di peregrinare possiamo finalmente tornare a casa nostra. In questo tempo siamo stati accolti benissimo allo stadio Marzano di Vibo Marina da Pietro Sorrentino e da tutto il suo staff. Quest'anno però il Tucci è di nuovo agibile poichè stato impiantato il terreno in erba sintetica, anche se c'è ancora qualche lavoro da fare. L'intento è quello di fare un grande torneo per questo 2026 e dunque per la futura 65esima edizione, che potrebbe anche essere la prima nella storia della Coppa Olimpia che si giocherà in notturna».
In ricordo di Angelo Ceravolo
Quest'anno, inoltre, il torneo è stato dedicato alla memoria di Angelo Ceravolo, storico presidente della Delegazione provinciale Figc di Vibo Valentia, venuto a mancare qualche mese fa. Una figura storica per lo sport locale e che, per oltre un trentennio, ha guidato in maniera competente e professionale la delegazione. L'evento si è aperto infatti con un minuto di silenzio in sua memoria. Presente la famiglia di Angelo Ceravolo, che Matteo Betrò ha fortemente voluto, alla quale è stato consegnato anche un riconoscimento. Ecco le parole del fondatore della Coppa Olimpia in merito a un volto noto dello sport territoriale: «Il torneo quest'anno è stato dedicato alla memoria di Angelo Ceravolo, già presidente del comitato provinciale di Vibo per circa un trentennio. Per noi è stato un onore avere la famiglia al completo, perché era una persona eccezionale, il cosiddetto presidente di tutti e sempre disponibile. Un galantuomo sia sportivo che umano».
I premiati
Il primo posto è andato alla Vibonese U19, vincitrice del torneo (premio offerto da Tonno Callipo); secondo posto e premio Marincola al Pizzo U19 (offerto da Franco Marincola); premio cannoniere Battista Barone al giovane Andreacchio della Vibonese U19 (offerto da Rocco Lotito, portiere del Pizzo negli anni '70); premio Lory Bretti al miglior calciatore che è Ciurleo (offerto da Giorgio Cortese); premo calciatore distintosi al napitino De Filippis (offerto da Tonno Callipo); riconoscimento in ricordo di Angelo Ceravolo, ritirato dalla sua famiglia; riconoscimento al comune di Pizzo, ritirato dal sindaco Sergio Pititto, per il patrocinio offerto e la disponibilità del Palazzo della Cultura. Ai premi hanno contribuito anche sostenitori come Francesco Marcello e Franco Di Iorgi.
Da qualche anno è stato anche istituito il premio sorpresa che, in questa edizione, è andato a Giuseppe Laporta. Detto "Gazzella", Laporta è un barbiere in mezzo alla piazza di Pizzo che ha trasformato il suo salone in una tribuna dello sport e con la Coppa Olimpia sempre in primo piano.

