Una presa di posizione netta, ferma e senza mezze misure quella del sindaco di Dasà, Raffaele Scaturchio, che ha voluto chiarire pubblicamente la propria estraneità rispetto ai fatti e alle accuse legate alla partita di calcio Nuova Ada-San Costantino, disputata il 13 aprile 2025.
Al centro della vicenda c'è un decreto penale di condanna notificato nei giorni scorsi al primo cittadino. La contestazione riguarda il presunto superamento della capienza massima consentita sugli spalti dell'impianto sportivo: a fronte di un limite massimo autorizzato di 99 spettatori, le verifiche effettuate dagli organi competenti durante la gara avevano infatti rilevato la presenza di oltre 200 persone.

La distinzione tra ruolo amministrativo e organizzazione

Nel suo messaggio pubblico, Scaturchio ha voluto tracciare una demarcazione netta tra la responsabilità amministrativa dell'ente locale e l'effettiva gestione dell'evento sportivo: «Voglio parlare del decreto penale di condanna che mi è stato notificato in relazione alla partita Nuova Ada–San Costantino del 13 aprile 2025. In questo caso mi viene contestata l'organizzazione dell'evento e, in particolare, il superamento della capienza autorizzata. Quel giorno gli organi competenti hanno accertato che sugli spalti c'erano oltre 200 persone a fronte delle 99 previste e autorizzate da me».
Un addebito che il sindaco respinge con forza, contestandone la sostanza giuridica e logica: «Tutto ciò ha dell'assurdo perché io, da primo cittadino, ho il potere di rilasciare un’autorizzazione ma ciò non significa essere l’organizzatore dell’evento».

La scelta di opporsi al decreto penale

Nessun passo indietro, dunque, ma la volontà precisa di far valere le proprie ragioni nella sede competente. Il primo cittadino ha già annunciato l'intenzione di opporsi al provvedimento per affrontare direttamente il dibattimento giudiziario: «Darò subito mandato al mio legale affinché io possa chiedere un processo, perché voglio difendermi nell'aula di tribunale in merito a questa ingiusta accusa che mi è stata rivolta. Confido nella Magistratura».