Ex calciatore rossoblù e recentemente allenatore dei siciliani: «Dispiace vedere entrambe in difficoltà, in ogni caso la Serie D perderà un grosso blasone»
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Adesso è arrivata davvero la resa dei conti, quei novanta minuti che hanno il potere di decidere il destino di un'intera stagione, affossando o facendo esultare chi da settembre ha cercato di tenere duro. Domenica, allo stadio Luigi Razza, la Vibonese ospiterà l'Acireale in occasione di un delicatissimo spareggio playout: chi vince rimane in Serie D (girone I) mentre chi perde retrocede in Eccellenza.
Una sorta di antipasto c'è già stato domenica poiché, scherzo del calendario, entrambe si sono affrontate nell'ultima giornata. Proprio la vittoria in extremis ha garantito ai rossoblù di giocarsi lo spareggio tra le mura amiche e con due risultati su tre a disposizione.
Verso il playout
Una sfida dalla posta in palio altissima, dunque. Ad analizzarla per noi non poteva che essere Claudio Morelli, che ha vanta un passato in entrambe le realtà calcistiche: è stato infatti un calciatore della Vibonese e recentemente ha anche allenato l’Acireale.
Ecco allora il suo pensiero, ai microfoni di LaC Network: «Domenica in campo ci sarà una stagione intera e si giocherà tutto in novanta minuti. Sono sicuramente due squadre con grosse difficoltà, sia attuali che stagionali. Io penso che domenica la squadra che avrà maggiore tranquillità mentale, meno ansia e consapevolezza dell'importanza di questa gara allora la porterà a casa».
Una partita da tripla, come lo sono tutte le gare secche, ma giocarla in casa ha comunque il suo peso: «La vittoria di domenica scorsa - continua Morelli - per la Vibonese è stata una gettata di aria fresca poiché è riuscita a dare un po' di entusiasmo soprattutto al termine dell'incontro. Per l'Acireale invece la sconfitta potrebbe essere ancora di più un marchio in negativo e adesso bisogna riprendersi subito e raccogliere le scorie. Certamente non sarà facile».
In mezzo a due passati
Come detto, un turbinio di ricordi avvolge mister Claudio Morelli in relazione a questa sfida: «Una partita che, sinceramente, mi riporta al passato sia di lungo termine che recente, dal momento che la Vibonese è stata la mia prima squadra da calciatore vero. Era il 1985 e affrontammo il campionato di Serie D, da lì feci un bel percorso. Con l'Acireale invece ho avuto il piacere e l'onore di sedermi in panchina, anche se in un momento non proprio fortunato per la società che comunque ha un grosso blasone. Vedere entrambe in una situazione così dispiace tanto. Da calabrese e tifoso dico forza Vibonese ma, allo stesso tempo, devo augurare il meglio anche ai miei ex calciatori e a tutta l'Acireale».
E infine: «Comunque vada, il girone I di Serie D perderà un grosso blasone perché sono due piazze importanti e dunque a perdere sarà tutto il movimento calcistico relativo a girone I».


