Il campionato di Prima Categoria (girone C) domenica scorsa ha terminato la sua regular season, lasciando spazio a playoff e playout. Tutte salve le compagini vibonesi, anche se nessuna è riuscita a centrare un piazzamento nelle prime cinque posizioni.

Quella che ci è andata più vicina è stata lo Spilinga, avendo chiuso al sesto posto ma con il quinto piazzamento distante dieci punti. Certamente quella giallorossa, peraltro neopromossa, non aveva pressione di vittoria ma di costruirsi un obbiettivo settimanalmente anche perché le potenzialità per arrivare in alto c'erano. Tra i grandi protagonisti della stagione spilingese rientra senza ombra di dubbio l'attaccante Fabio Maluccio, che fa un bilancio sull'annata: «L’obiettivo iniziale era scendere in campo ogni domenica per giocarcela a viso aperto e con personalità contro chiunque e cercando di capire, strada facendo, quale potesse essere il nostro reale valore. A febbraio ci siamo trovati a soli 7 punti dalla vetta e, per come si era messo il girone d'andata, è normale che un pensiero ai playoff lo avessimo fatto. Tuttavia, bisogna essere onesti, le squadre che ci hanno preceduto si sono dimostrate più attrezzate, specialmente nella seconda metà di stagione. Noi, purtroppo, nel girone di ritorno non siamo quasi mai riusciti a scendere in campo al completo, e questo alla lunga ha pesato sul distacco finale».

Insomma, sicuramente un bilancio positivo nel suo complesso: «Se proprio devo dare un voto - afferma Maluccio - mi sento di dare un 7,5. Per una realtà neopromossa, chiudere a ridosso della zona playoff è un risultato di assoluto rilievo, ma quello che mi rende più orgoglioso è il modo in cui ci siamo arrivati. Siamo stati una squadra costante, capace di esprimere un calcio propositivo e di giocarcela a viso aperto su ogni campo, senza mai snaturarci. Non è mai facile mantenere questo livello di identità e di risultati al primo anno in una nuova categoria, quindi il bilancio è decisamente positivo, e questo va dato merito a tutto il gruppo, alla società, al mister e al lavoro del preparatore».

Cannoniere da 19 gol

Autentico trascinatore, Maluccio ha saputo dare risposte concrete e chiare sul campo. Sono state ben diciannove le reti messe a segno dal centravanti, una sola in meno rispetto a un monumento gigantesco come Giglio: «A livello personale - dice - la considero una stagione super positiva. Segnare tanto fa piacere, ma la soddisfazione più grande è che quasi tutti i miei gol sono stati pesanti, hanno portato punti fondamentali alla squadra. Nulla è arrivato per caso, poiché ho lavorato duramente fin dal ritiro di agosto per farmi trovare pronto e rispondere presente sul campo. È un risultato che mi rende felice, ma che ci tengo a condividere con tutti i miei compagni. Senza il loro supporto e il gioco che abbiamo espresso insieme, certi traguardi non sarebbero stati possibili».

Eppure lo stesso bomber giallorosso avrebbe potuto anche tentare lo scherzetto a Giglio, basti pensare che domenica gli è stato annullato il terzo gol stagionale: «Rimane il rammarico perché potevo fare meglio in tante occasioni o perché, alcune volte, ho giocato meno. Il rammarico più grande però è per i gol annullati che erano regolari».

Come ogni attaccante, c'è sempre un range di reti che si vuole raggiungere nell'arco della stagione: «Il mio primo obiettivo era ripagare la fiducia della società, che quest'estate mi ha cercato con tanta insistenza. Volevo dimostrare sul campo che avevano visto giusto. Dopo i buoni numeri delle ultime stagioni, ero convinto di poter raggiungere la doppia cifra, anche se dentro di me ho lavorato duramente per spingermi oltre. Ho lottato fino all'ultima giornata per salire sul podio dei capo-cannonieri; non ci sono riuscito, ma bisogna essere onesti e fare i complimenti a un giocatore come Giglio. Per me lui resta il top assoluto della categoria e confrontarsi con certi nomi è sempre uno stimolo a fare meglio».

Bomber da trasferta

Diciannove reti distribuiti quasi equamente tra casa e trasferta. Lontano dalle mura amiche, infatti, Maluccio ha siglato dieci centri risultando il giocatore più prolifico insieme a Kamara del Roccella, peraltro gli unici due in doppia cifra in giro per la Calabria: «A conti fatti è vero, ho giocato più spesso da titolare in trasferta, ma sinceramente per me cambia poco: l'approccio alla gara resta lo stesso. Forse, giocando fuori casa, si trovano spesso spazi più ampi per ripartire, in quelle situazioni infatti riesco a sfruttare al meglio le mie caratteristiche e la mia velocità. In ogni caso, che sia davanti ai nostri tifosi o in un campo difficile lontano da casa, il mio obiettivo resta sempre quello di dare profondità alla manovra e puntare alla porta».
Infine un ringraziamento speciale: «Ci tenevo a ringraziare mio fratello Salvatore per la stagione fatta insieme. Il suo contributo è sempre importante, così come quello di tutta la mia famiglia e delle persone che mi stanno accanto. Penso che conciliare famiglia, hobby e lavoro è la cosa più bela che ci possa essere, nonostante i mille sacrifici come nel mio caso che lavoro lontano dalla mia terra».