Non rinnovato il dibattimento ed esclusa l’escussione del collaboratore di giustizia Emanuele Mancuso. Non sarà acquisita neppure la sentenza relativa alla maxioperazione Rinascita Scott
Per i giudici le intercettazioni incastrano Rosaria Mancuso e il genero quali mandanti dell’esplosione costata la vita a Matteo Vinci. Il terreno conteso non apparteneva però ai Vinci-Scarpulla e non c’è stata alcuna estorsione ai loro danni. Le parti offese smentite nella ricostruzione di diversi episodi
La Procura generale ha concluso la requisitoria chiedendo alla Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro la conferma di due ergastoli e pene più severe per due imputati
Per la Procura generale di Catanzaro i genitori di Matteo Vinci devono essere riascoltati in aula. La difesa chiede invece una nuova perizia su auto ed esplosivi. Sospesi i termini di custodia cautelare
La Dda non impugna la sentenza in abbreviato del gup. Non vi è prova che due degli imputati dell’inchiesta “Demetra 2” avrebbero accettato di fabbricare la radio-bomba costata la vita a Matteo Vinci. Si va in appello invece per le condanne sugli stupefacenti impugnate dai difensori
Regge solo la contestazione legata al narcotraffico ed all’associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di stupefacenti. Non vi è prova, invece, che due degli imputati avrebbero accettato di fabbricare la radio-bomba costata la vita a Matteo Vinci
I giudici depositano le motivazioni della sentenza e trasmettono gli atti in Procura per i coniugi Vinci-Scarpulla: «Plurime falsificazioni dichiarative e smentiti dai dati istruttori». Nei guai pure un consulente della difesa. Le intercettazioni costano l’ergastolo a Rosaria Mancuso e Vito Barbara. Forti dubbi sulla pista sorianese
La Dda invoca anche due ergastoli nel processo con rito abbreviato dinanzi al gup. Secondo l’accusa, per saldare un debito relativo all’acquisto di stupefacenti, due giovani di Soriano Calabro avrebbero accettato di fabbricare la radio-bomba costata la vita a Matteo Vinci
Condannato a dieci anni per il tentato omicidio di Francesco Vinci, è il marito di Rosaria Mancuso, oggi all’ergastolo quale mandante dell’attentato in cui perse la vita Matteo Vinci. «Come si può avere fiducia nella giustizia?»
Il deputato calabrese Sapia interroga il governo dopo che l'Inps ha presentato all'uomo il conto per il lungo ricovero a Palermo, dopo l'autobomba che costò la vita al figlio Matteo
Cicatrici e pelle impiantata, ma anche grumi di piombo che di muovono sotto la cute. Sara Scarpulla: «Mio marito non è più lo stesso, ora è come se fosse un bambino nel corpo di un anziano». E sul bollettino per il ricovero: «Non è giusto pagare»
Sopravvisse miracolosamente all’attentato costato la vita a suo figlio Matteo. Aveva ustioni di secondo e terzo grado, ora guarite dopo lo straordinario lavoro dei medici. Dopo 78 giorni di degenza in ospedale, pensione decurtata e un bollettino di pagamento
Dinanzi alla Corte d’Assise di Catanzaro, il pm ha invocato anche altre due condanne. Accuse per omicidio, lesioni personali, estorsione, detenzione di esplosivo, detenzione e porto di armi da fuoco e munizioni, oltre alle aggravanti mafiose ed a quelle dei motivi abietti e futili
Processo con rito alternativo dinanzi al gup. Secondo l’accusa, per saldare un debito relativo all’acquisto di stupefacenti, due giovani di Soriano avrebbero accettato di fabbricare la radio-bomba costata la vita a Matteo Vinci
Per saldare un debito relativo all’acquisto di stupefacenti, due giovani di Soriano avrebbero accettato di fabbricare la radio-bomba costata la vita a Matteo Vinci
Il collaboratore di giustizia ascoltato in Corte d’Assise a Catanzaro dove è in corso il processo per l’omicidio del biologo ed il grave ferimento del padre. I contrasti per i terreni e le imposizioni del clan
Nelle prime dichiarazioni il nuovo collaboratore di giustizia delle Preserre vibonesi tira in ballo due giovani di Soriano, già scarcerati dal Riesame, a cui si sarebbero rivolti i Mancuso