Da rivedere l’annullamento dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere per Davide Surace. Per la Suprema Corte il Tribunale del Riesame di Catanzaro ha offerto una motivazione illogica nel non ritenere configurato il reato
In primo grado ha retto parzialmente l’accusa nei confronti di Michele Manco che si è visto confermare l’aggravante del metodo mafioso in una contestazione. Sotto processo anche Domenico Macrì, Salvatore Morelli e Francesco Antonio Pardea
Condanne ancora da rideterminare in seguito a una pronuncia della Corte di Cassazione. Accolte le istanze dei difensori anche per condannati ritenuti organici alle cosche Lo Bianco-Barba e Mancuso
Rodolfo Ruperti ha incontrato la stampa snocciolando i numeri dell’attività svolta e indicando le priorità: «Il nostro obiettivo è costruire una cornice di sicurezza. Questa non è più la città delle risse, chi sgarra lo cacciamo»
La pronuncia di secondo grado nel processo contro la ‘ndrangheta vibonese. Alla sbarra anche colletti bianchi e divise infedeli. Il verdetto per tutti gli imputati
La Suprema Corte ha accolto l’incidente di esecuzione proposto dai difensori che apre la strada a provvedimenti analoghi nel troncone celebrato con rito abbreviato, attesa la non esecutività della sentenza della Corte d’Appello di Catanzaro emessa il 30 ottobre 2023
Con una memoria di mille pagine la Procura Generale prova a dimostrare l’esistenza nel Vibonese di un sistema massonico deviato e al contempo chiede di ritenere provata la penale responsabilità dell’ex consigliere regionale originario di Piscopio
Sotto processo erano finiti l’imprenditore Salvatore Barone e la figlia e la moglie di Cosma Damiano Sibio, quest’ultimo già condannato in via definitiva
I giudici di secondo grado chiamati a dirimere il contrasto tra i verdetti di due diverse sezioni del Tribunale di Vibo che hanno inquadrato in maniera divergente la figura dello storico esponente della mafia locale
Condannato in via definitiva nel processo Rimpiazzo, sotto processo in Assise a Catanzaro per alcuni fatti di sangue, Michele Fiorillo era già emerso nell’operazione “Crimine” per i solidi legami con i più blasonati clan della jonica reggina
L’unico candidato in corsa non è stato eletto perché è non stato raggiunto il numero minimo di elettori alle urne. L’ex parlamentare pone interrogativi inquietanti e mette nel mirino anche Capistrano: «I cittadini meritano risposte, non silenzi»
Restano impuniti i delitti Palumbo e Stanganello. Condanne per l’omicidio di Davide Fortuna consumato in spiaggia a Vibo Marina e per il delitto di Mario Longo a Triparni
Tre gli imputati che devono rispondere a vario titolo degli agguati costati la vita a Mario Franzoni, Giuseppe Pugliese Carchedi, Michele Palumbo e Davide Fortuna. Contestati pure i ferimenti dei fratelli Bellissimo e di Francesco Macrì
Richiesto l’ergastolo per l’imputato Francesco Capomolla accusato di aver preso parte alla Strage di Ariola del 2003 nell’ambito dello scontro tra le cosche Maiolo e Gallace
La struttura riconvertita grazie ai fondi Pnrr è l’appartamento ubicato nello stabile di viale Tondo, al centro dell’operazione “Odissea” che portò alla sottrazione di altri beni alla cosca locale di ‘ndrangheta
Il Tribunale di Vibo ha accolto un’istanza della difesa per il 46enne Armando Bonavita che avrebbe preso le redini dell’omonimo clan dopo la morte del padre. Resta imputato a piede libero
In appello era stato riqualificato il reato e dichiarato il non doversi procedere per mancanza di querela. L’imputato si trova coinvolto anche nell’inchiesta Rinascita Scott
All’incontro era presente anche il papà del 19enne ucciso per errore in un agguato di ‘ndrangheta: «Ancora attendiamo giustizia, pronti ad andare a Roma per protestare pacificamente». La dirigente scolastica Durante: «Dovere morale far conoscere agli studenti questa storia»
Ritenuto per anni dagli investigatori uno dei principali referenti della ‘ndrangheta dell'area della Sibaritide, avrebbe lasciato il comando della cosca al figlio oggi detenuto al 41 bis
Nel processo per l’omicidio dell’imprenditrice il collaboratore di giustizia racconta le confidenze apprese in carcere: «La cosca voleva le sue coltivazioni di kiwi e mandarini per prendere i contributi». Ascone e l’invasione delle greggi per danneggiare e dare fastidio. La difesa: «È inattendibile»