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Il fidanzato della giovane di San Gregorio d’Ippona morta dopo una lunga malattia, le dedica un commosso ricordo letto durante le esequie: «Mi hai insegnato la vita e reso una persona ricca»

La compianta Vanessa Gasparro
Cronaca

«L'amore è un concetto semplice, seppur nessuno riesce ancora a comprenderlo. Io l'ho capito. Me l'hai insegnato sin da subito e ho imparato ad amarti come mi hai spiegato in questi anni».

Andrea Mauro è il fidanzato di Vanessa Gasparro. A lei, che due giorni fa è venuta a mancare stroncata da un terribile male, ha voluto dedicare una lettera che ha letto pubblicamente nel corso delle esequie a San Gregorio d'Ippona

«Non mi hai chiesto di restarti vicino, anzi mi allontanavi... ci allontanavi. Era il tuo dono più grande. Lo facevi per amore. Lo facevi per noi... volevi regalarci una vita serena. Una vita diversa da quella che ti era stata imposta. Forse però non comprendevi che standoti vicino, ci saremmo fatti solo del bene. Avresti arricchito le nostre vite».

Il 2 maggio del 2014 ha avuto inizio il calvario di Vanessa e da quel momento Andrea non si è mai distaccato da lei. Neanche per un istante. Le è rimasto vicino fino alla morte. 

«Mi hai reso una persona ricca. Da quando ha avuto inizio la malattia mi hai insegnato la vita. Mi hai reso una persona ricca, perché mi hai scelto tra tanti per sedermi al tuo fianco, accompagnarti e permettermi di imparare... oggi mi sento in dovere verso il mondo di divulgare i tuoi insegnamenti... seppur è impossibile disegnarti in semplici parole».

Andrea nella lettera ne ricorda la profonda bellezza, quella che va al di là dell'aspetto fisico: «Eri pura, priva di malizia, senza rancore. I tuoi occhi si illuminavano per qualsiasi cosa. Eri gioiosa e capace di diffondere a tutti questo sentimento. Trovavi la felicità nelle piccole cose e ci ricordavi cosa volesse dire essere bambini».

Il suo essere bambina non le ha impedito però di affrontare con forza e tenacia la malattia e Andrea lo scrive a chiare lettere: «hai combattuto senza fermarti a riflettere. Non ti sei mai arresa. Ora ripensandoti sorrido e ti ringrazio... e come ti ho detto in questi giorni, prepara la nostra casetta. Arredala come sognavamo: con la tua cabina armadio e il mio studio. Aspettami perché lo sai che due come noi, due che sono una cosa sola non possono essere separati. Il modo e il luogo per ritrovarsi lo trovano sempre».

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