Ambiente, rifiuti, decoro urbano: nasce il Comitato Pro Pizzo

Il nuovo organismo, recentemente costituitosi, punta a promuovere la diffusione di buone pratiche e sostenibilità per migliorare la qualità della vita e l’aspetto del paese 

Il nuovo organismo, recentemente costituitosi, punta a promuovere la diffusione di buone pratiche e sostenibilità per migliorare la qualità della vita e l’aspetto del paese 

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Individuare i principali problemi che interessano la comunità pizzitana e proporre delle soluzioni, aprire un dialogo franco e costruttivo con l’amministrazione comunale, stimolare i cittadini ad una maggiore partecipazione e ad un atteggiamento più responsabile nei confronti della cosa pubblica: sono queste le motivazioni che hanno spinto alcuni cittadini di diversa estrazione a riunirsi in un comitato per Pizzo, «senza alcuna finalità se non quella di contribuire al miglioramento della vita e dell’immagine della città».

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È quanto si apprenda da un comunicato stampa diffuso dal “Comitato cittadino Pro Pizzo” recentemente costituitosi. «Più in particolare – si legge ancora – il comitato promuove tutte le iniziative utili per la ricerca di soluzioni alle problematiche cittadine, dalla difesa della qualità della vita e dell’ambiente, alla salvaguardia della salute pubblica, dal miglioramento della sicurezza, a quello della viabilità». Del consiglio direttivo, costituitosi nei giorni scorsi, fanno parte persone impegnate nel mondo del  volontariato sociale e ambientale come Domenico Pafumi, Pino Paolillo, Francesco Muzzopappa, rappresentanti del mondo del lavoro come Bruno Ruscio, Ernesto Greco, Carmelo Benestare, un rappresentante delle Forze dell’ordine (Giacomo Gullo) e una figura ben nota nel mondo della stampa locale come Santino Galeano.

Proprio «per dare prova di concretezza ai propositi  di denuncia, purché accompagnata da proposte operative sperabilmente condivise a livello amministrativo e, più in generale da parte della popolazione», il neonato comitato ha voluto individuare nella «situazione dei rifiuti urbani il primo elemento di confronto (altri ne seguiranno) con amministratori e cittadini».

A tale proposito il Comitato ha elaborato un breve documento che sintetizza la situazione della gestione dei Rifiuti solidi urbani, evidenziando i «deludenti risultati della raccolta differenziata, se solo si paragonano le percentuali della stessa con quella dell’immondizia che finisce nei cassonetti, pronti a riempirsi in men che non si dica. Del resto – si spiega – l’attuale circa 35 per cento di materiale raccolto in maniera separata, è  inferiore a quel 38 per cento segnalato dalla stessa amministrazione nel novembre del 2012. Tutto ciò quando già entro il 31 dicembre di cinque anni fa la raccolta differenziata avrebbe dovuto raggiungere come minimo la quota del 65 per cento. E’ facile ipotizzare risultati ancora più scarsi per la frazione organica, il cosiddetto “umido”, che è poi quello che, riversato nei cassonetti stradali, provoca maggiori problemi di natura igienica e olfattiva specie nel periodo estivo. Tra le proposte avanzate dal comitato, una particolare attenzione viene riservata al fattore prevenzione del rifiuto finalizzata ad una drastica riduzione a monte, unitamente ad una raccolta differenziata spinta porta a porta, secondo la strategia nota come “Zero Waste”, zero rifiuti, divulgata dal professor Paul Connet e adottata con crescente successo ormai da centri urbani in tutto il mondo. Tra le altre proposte avanzate si ricordano l’adozione da parte del comune di sistemi di premialità  fiscale per i cittadini che praticano la raccolta differenziata e forme di penalizzazione per chi invece continua a buttare tutto nel secchio di casa e poi nei cassonetti (per non dire per strada)». 

Il Comitato ha altresì individuato «nell’educazione dei cittadini, a cominciare dal mondo della scuola, il presupposto per avviare una più efficace gestione dei rifiuti e a tale proposito auspica l’avvio di una campagna divulgativa negli istituti di ogni ordine per sensibilizzare i più giovani al rispetto per l’ambiente, all’adozione di “stili di vita” meno consumistici e alla raccolta differenziata nelle aule. Perché il sistema funzioni è infatti necessaria la collaborazione di tutti i cittadini, non solo l’impegno di pochi volenterosi».

Un’altra  proposta che «ridurrebbe di parecchio la percentuale di plastica che finisce in discarica, consiste nel divieto dell’uso di piatti e bicchieri usa e getta nelle mense scolastiche e la loro sostituzione con piatti e bicchieri di materiale plastico duro e riutilizzabile. Auspicabile inoltre una più fattiva collaborazione da parte dei numerosi locali pubblici (bar, ristoranti, pizzerie, pub ecc.) che dovrebbero essere dotati di appositi raccoglitori per il materiale da avviare al riciclo (vetro, lattine, plastica). Analogamente i diversi supermercati che operano sul territorio comunale dovrebbero essere sollecitati a promuovere la distribuzione “alla spina” di diverse categorie merceologiche (ad esempio detersivi, legumi, ecc.), così come si potrebbero stipulare degli accordi “antispreco”, per il recupero degli alimenti in scadenza e la loro distribuzione alle famiglie bisognose. Per il comitato si tratta insomma di iniziative concrete e realizzabili, se si vuole  migliorare l’aspetto del paese, dare una mano concreta all’ambiente, ed evitare che i rifiuti riempiano le strade nelle cosiddette “situazioni di emergenza”».