mercoledì,Febbraio 28 2024

«Degrado e incuria» al Parco Urbano di Vibo: i cittadini non ci stanno e scrivono al prefetto

Tra i firmatari della lettera l’ex direttrice della Biblioteca comunale Menella Potenza. La missiva indirizzata, tra gli altri, anche al sindaco Maria Limardo: ecco ciò che è stato denunciato e chiesto di fare

«Degrado e incuria» al Parco Urbano di Vibo: i cittadini non ci stanno e scrivono al prefetto
L'ingresso al Parco Urbano di Vibo Valentia
Roberta Lulli, prefetto di Vibo Valentia

Una lettera per denunciare l’attuale situazione in cui versa il Parco Urbano di Vibo Valentia. La missiva, sottoscritta da alcuni cittadini, tra cui anche da Menella Potenza, ex direttrice della Biblioteca comunale, poiché mossi da un «dovere morale e civile», è stata indirizzata al prefetto Roberta Lulli, al sindaco Maria Limardo, nonché agli assessori Giovanni Russo (Lavori pubblici) e Rosamaria Santacaterina (Politiche sociali), anche se va precisato che la gestione di parchi e ville non spetta a Russo, ma all’assessore Vincenzo Bruni (Ambiente), – errore di cui si sono accorti gli stessi firmatari che hanno assicurato che provvederanno a rettificare nelle sedi opportune – . Si tratta di una lettera che elenca alcune criticità all’interno del più grande polmone verde del capoluogo e nello stesso tempo propone alcuni interventi perché, a parere degli autori della lettera, la «qualità della vita di una città e il benessere dei suoi cittadini passano anche dalla cura dei parchi e del verde in generale». [Continua in basso]

Viali pericolosi: troppi incidenti

Così il selciato di alcuni viali

«Il 15 maggio scorso, domenica mattina, – attacca la lettera – al Parco Urbano si è verificato l’ultimo incidente di cui siamo a conoscenza diretta: un ragazzo durante la sua tranquilla e pacata camminata è caduto rovinosamente, provocandosi abrasione a mani e ginocchia, dopo aver inciampato in un ostacolo costituito da un cordolo in cemento non ben visibile nel primo viale a sinistra, prima del bar.  Nello stesso punto sono caduti due signori adulti, di cui uno lo scorso anno, riportando trauma facciale, e l’altro un mese fa circa procurandosi la frattura di una spalla. Un’altra segnalazione riferisce di una signora che con la caduta ha riportato frattura di bacino. I viali – viene denunciato dai cittadini – presentano diversi punti di pericolo, costituiti da rialzi, buche e fossi, perché il fondo andrebbe rifatto».

Un’area fitness che avrebbe bisogno di maggior cura

In questa primavera è stata realizzata dal Comune un’area fitness dotata di attrezzi sportivi. Iniziativa, questa, che gli interessati definiscono «lodevole» e, peraltro, «accolta con grande entusiasmo dai frequentatori del Parco. Peccato, però, che gli attrezzi siano stati piantati in mezzo alla terra, su dei tappeti antiscivolo già scollati, con il terreno che si presenta deformato e sprofondato. In mezzo alla terra dovrebbero passare anche le carrozzine di eventuali portatori di handicap per accedere agli attrezzi loro dedicati, tra buche e avvallamenti, con il rischio di ribaltarsi. Intorno è tutto sporco, la terra rimossa addossata ai tronchi degli ulivi, che prima o poi la pioggia riporterà al suo posto. Le attrezzature sono già tutte infangate». [Continua in basso]

«Contesto di degrado, incuria e abbandono»

Quanto descritto, dunque, a parere dei firmatari della lettera, si «inserisce in un contesto di degrado, incuria, abbandono, sporcizia e vandalismo di cui più volte si è scritto e segnalato anche per mezzo dei social che correntemente sono utilizzati dalle istituzioni e anche dalla nostra sindaca. Dal 2018 un recinto dipinto di bianco circonda il bar, copre la vista sul prato dove prima vi erano posti dei tavolini, dove si poteva sorseggiare un caffè, prendere una bibita, un bicchier d’acqua, godendo della vista del verde. Il bar è sempre chiuso. Accanto al bar un’altra area è stata recintata e adibita a parco/asilo per bambini, privato».

Lungo elenco di richieste al Comune

Il Comune di Vibo Valentia

Convinti che la «qualità della vita di una città e il benessere dei suoi cittadini passino anche dalla cura dei parchi e del verde in generale, determinati a promuovere la bellezza come salvezza dalle barbarie, certi di rappresentare molti più cittadini di quanto abbiano sottoscritto», i sottoscrittori della missiva, «sicuri della sua sensibilità al problema», si rivolgono direttamente al prefetto «affinché il caso Parco Urbano venga affrontato e risolto e non si aggiunga alla lunga lista di opere incompiute. Dopo quanto sopra esposto, proponiamo e chiediamo: la messa in sicurezza (ripristino del fondo dei viali);  il ripristino dei sedili e delle panchine; la rimozione di ogni recinzione; l’allaccio delle fontane alla rete idrica; la progettazione, pianificazione (architetti paesaggisti); la gestione e cura del verde;  l’apertura del bar (orari del Parco); la postazione salvavita (collocazione defibrillatore che era stato donato al parco); la vigilanza e rispetto dei divieti», chiude la lettera.

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