venerdì,Maggio 20 2022

Comune di Vibo, stesura del Piano anticorruzione: si chiede il contributo dei cittadini (e non solo)

L’amministrazione comunale pubblica un Avviso per raccogliere da parte di soggetti «portatori di interessi collettivi» suggerimenti finalizzati ad una «ottimale individuazione delle misure preventive anticorruzione» all’interno dell’ente

Comune di Vibo, stesura del Piano anticorruzione: si chiede il contributo dei cittadini (e non solo)

L’amministrazione comunale di Vibo Valentia è chiamata ad aggiornare il Piano triennale per la prevenzione della corruzione 2022-2024 (Ptcp) e per farlo si rivolge ai cittadini e non solo. Nella giornata di ieri, infatti, i vertici di Palazzo Luigi Razza hanno provveduto – così come vuole la legge in materia –  a pubblicare l’Avviso per aprire formalmente le consultazioni sul delicato tema.

«Codesta amministrazione – scrive la responsabile anticorruzione di Palazzo Luigi Razza, la dirigente Adriana Teti -, nell’ambito delle iniziative e delle attività condotte in materia di trasparenza e di interventi per la prevenzione ed il contrasto della corruzione, su proposta del responsabile anticorruzione deve approvare entro il 30 aprile prossino il Piano triennale della prevenzione della corruzione. Il Piano nazionale anticorruzione (Pna) – prosegue la dirigente -, approvato dall’Autorità nazionale anticorruzione (Anac), prevede che le amministrazioni locali, al fine di disegnare una efficace strategia anticorruzione, realizzino forme di consultazione con il coinvolgimento dei cittadini e delle organizzazioni portatrici di interessi collettivi in occasione dell’elaborazione e dell’aggiornamento del proprio Piano». [Continua in basso]

A chi è rivolto l’Avviso pubblico

L’Avviso pubblico del Comune capoluogo è, dunque, rivolto ai cittadini, a tutte le associazioni portatrici di interessi collettivi, alle organizzazioni di categoria e sindacali operanti nel territorio, «al fine di proporre contributi finalizzati ad una ottimale individuazione delle misure preventive anticorruzione». Nell’intento, quindi, di favorire il più ampio coinvolgimento, i suddetti portatori di interesse (stakeholders), sono invitati da parte dell’amministrazione comunale «a presentare proposte, suggerimenti ed osservazioni di cui l’ente potrà tenere conto in sede di approvazione definitiva del Piano triennale per la prevenzione della corruzione». Tutti i soggetti interessati possono trasmettere il proprio contributo al responsabile dell’anticorruzione utilizzando gli appositi modelli ed inviandoli all’indirizzo di posta elettronica (anticorruzione@comune.vibovalentia.vvit) entro e non oltre l’11 febbraio prossimo.

Ecco a cosa serve il documento contro la corruzione

Ma a cosa serve il Piano triennale dell’anticorruzione? È presto detto: il documento – si legge nell’ultimo testo approvato dall’amministrazione – «rappresenta lo strumento attraverso il quale il Comune di Vibo Valentia mette a sistema e descrive un processo finalizzato a formulare una strategia di prevenzione del fenomeno della corruzione. Il Piano costituisce il programma delle attività concrete, con indicazioni delle aree di rischio e dei rischi specifici, dei responsabili per l’applicazione di ciascuna misura e dei relativi tempi. Inoltre, crea un collegamento tra anticorruzione – trasparenza – performance nell’ottica di una gestione sistematica del rischio corruzione».

Il Piano, insomma, costituisce il documento «in cui confluiscono e risultano riepilogati gli elementi del sistema di gestione del rischio corruttivo. Ne consegue che non è un documento di studio o di indagine, ma uno strumento concreto per l’individuazione di misure concrete da realizzare con certezza e da vigilare quanto ad effettiva applicazione e quanto ad efficacia preventiva della corruzione. Per questo motivo  – si legge ancora –  il documento va aggiornato annualmente e deve tenere conto dei seguenti fattori: normative sopravvenute che impongono ulteriori adempimenti e che modificano le finalità istituzionali dell’amministrazione; emersione di rischi non considerati in fase di predisposizione del Piano; nuovi indirizzi o direttive contenuti nel Piano nazionale anticorruzione; nuovi processi da mappare anche in conseguenza di riorganizzazioni; mappatura dei processi esistenti da aggiornare e ottimizzare anche con il conseguimento di livelli di analisi più approfonditi».

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