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Crollo costone dell’Isola a Tropea, il docente Ietto: «Si rischia di perdere il tunnel, ecco come stanno le cose»

Il geologo dell'Unical: «Hanno sbagliato tutti ed occorre fare presto». Evento-dibattito per raccontare i fatti e illustrare le ricadute sulle scelte che si andranno a fare. Dall'area dei villaggi costruiti sopra un gretto fluviale al rischio idraulico del Porto sino al pericolo di alluvionamento nella zona Roccette

Crollo costone dell’Isola a Tropea, il docente Ietto: «Si rischia di perdere il tunnel, ecco come stanno le cose»
Il costone crollato a Tropea e nel riquadro il geologo e docente Unical Fabio Ietto

E’ previsto per domenica 7 maggio alle ore 18,30, nella sala dell’ex Pretura di Tropea, l’incontro-dibattito con il geologo Fabio Ietto, docente associato del Dipartimento di Biologia, Ecologia e Scienze della Terra dell’Unical, che ha quale tema “L’Isola e la rupe. Condizioni di rischio e salvaguardia del bene paesaggistico”. Un’iniziativa ideata dal gruppo consiliare “Rinascita per Tropea” e promosso dal consigliere comunale di minoranza Antonio Piserà. Sull’evento, il docente universitario Fabio Ietto ci ha anticipato che il suo intervento «non ha nulla a che fare con la strumentalizzazione politica, anzi riguarderà esclusivamente il focus sullo stato attuale di salute dell’arenile dove si rischia di perdere tutta la parte del tunnel lato spiaggia che necessita di un’accurata pulizia per poter sondare la rupe in maniera adeguata al fine di renderci conto di come stiano realmente le cose. Il mio intervento – ha aggiunto Fabio Ietto – sarà un mero racconto dei fatti e della loro evoluzione nel tempo, non una critica, poiché credo che bisogna stare molto attenti alla scelta di cosa si andrà a fare. Mi piacerebbe poter dare un contributo incisivo. Mi auguro quindi che possa prendere parte all’incontro il sindaco, al quale vorrei offrire solamente la mia conoscenza scientifica per affrontare, magari insieme al coinvolgimento dell’Unical quale massima voce in capitolo, ulteriori studi prima d’intervenire. Sebbene l’Isola rappresenti il simbolo di Tropea, credo che con le proprie sole forze un Comune non possa sostenere interventi nell’ordine di decine di milioni di euro per la salvaguardia del bene ma che, invece, abbia bisogno di un sostegno corale, forse addirittura nazionale, per adottare le giuste strategie d’intervento». Ma che cosa si può fare per salvaguardare l’Isola? [Continua in basso]

Fabio Ietto, docente associato del Dipartimento di Biologia, Ecologia e Scienze della Terra dell’Università della Calabria 

«Ce lo diremo lì, in questo incontro davvero assai importante dove, oltre a fare il punto su cosa è stato fatto e su cosa ancora si potrebbe fare, si parlerà di molte situazioni particolari, incluso anche il fortissimo rischio idraulico del porto e il rischio di alluvionamento che interessa la zona Roccette. Quell’area di villaggi è stata costruita sopra un gretto fluviale che, per la realizzazione di quanto vediamo oggi, è stato sensibilmente rimpicciolito, deviato e intubato».
Tornando all’Isola, il prof. Ietto ha poi aggiunto:«Relazioni alla mano, partendo dai primi studi da me effettuati in loco per conto del Comune di Tropea tra il 1996-97 e le ultime documentazioni risalenti al 2007 – ci ha spiegato in anteprima il geologo -, si tracceranno tutte le evoluzioni delle condizioni di rischio già evidenziate in passato e che porteranno, purtroppo, alla perdita in futuro di tutta la parte del tunnel lato spiaggia. Con questo non voglio fare l’uccello del malaugurio, sia ben chiaro, ma basandomi esclusivamente sulle indagini effettuate in sito e le documentazioni prodotte al riguardo, evidenzierò tutta una serie di criticità già emerse vent’anni addietro e costantemente segnalate al Comune, sulle quali nessuno dei vari amministratori nel corso del tempo ha mai deciso di intervenire».

Tropea, grotta dell’Isola con sotto alcuni turisti in transito (foto settembre 2022)

Il professore intende inoltre mostrare ai presenti anche tutte le sollecitazioni fatte al Comune di Tropea nel corso del tempo, in cui si richiedeva espressamente la “chiusura totale della grotta per serio rischio di crollo”.
«Sottovalutando la questione – prosegue Ietto -, hanno sbagliato tutti a considerare l’Isola come una situazione sicura. L’intervento stesso dei primi anni 2000 non era di “sicura efficienza tecnica”, ma classificato come “intervento soft” – e di questo ne parlerà con precisione -, ossia di manutenzione poiché fu ricercata dall’amministrazione Vallone dell’epoca la condizione di equilibrio tra intervento e impatto paesaggistico, senza giocare a braccio di ferro con la natura. Tant’è che quanto compiuto fece scuola in Calabria. Poi, però, ci si è un po’ distratti in questi ultimi vent’anni. infatti, la riprofilazione dell’Isola non è stata più portata a termine esclusivamente per mancanza di fondi. L’intervento incompleto si è fermato e così anche tutte le successive fasi di costante monitoraggio del sito che, invece, avevamo suggerito di continuare ad effettuare, poiché i rischi di crollo erano e sono tutt’ora attuali».
Nel suo intervento, certamente ricco di sorprese e spunti di riflessione, il docente Ietto documenterà anche i riscontri fotografici risalenti a circa una settimana prima del recente crollo, effettuati proprio dal geologo durante un’esplorazione del sito. «Tra le molte cose di cui sono in possesso – ha sottolineato il professore -, mostrerò la foto scattata assieme con gli studenti dell’Unical appena sette giorni prima del crollo. Proprio in quell’occasione dissi loro che a breve si sarebbe verificato un crollo. Non ho la sfera di cristallo, fa parte di questo mestiere valutare le condizioni di rischio e prevedere gli scenari probabili».

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