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Pulizia spiaggia Bivona, il Wwf all’assessore Bruni: «Il degrado non si può negare»

La polemica sulle sterpaglie e la replica del socio del sodalizio ambientalista La Bella: «Sono gli stessi cittadini a lamentarsi»

Pulizia spiaggia Bivona, il Wwf all’assessore Bruni: «Il degrado non si può negare»

Francesco La Bella, socio Wwf, interviene in merito al botta e risposta tra l’assessore Vincenzo Bruni e Angelo Calzone, delegato Wwf Italia per la Calabria. Al centro delle discussioni, la pulizia della spiaggia di Bivona. Riportiamo il contenuto integrale. «Egregio assessore all’ambiente leggo la sua risposta scomposta al delegato regionale del Wwf Italia. Lo definisce ironicamente botanico ma sa bene che non lo è. Il delegato parla a nome della più grande associazione ambientalista al mondo, non parla certo a titolo personale. Questo lei lo sa fin troppo bene. Dietro di lui ci sono centinaia di naturalisti e botanici, che ne sanno molto più di lei (ce lo consenta). Ma non si capisce poi di cosa si lamenta, non era stato lei a dire che la pulizia non si poteva fare perché il Wwf di Oristano (Sardegna) si era espresso negativamente in situazione analoga (che analoga non era per come hanno riferito espressamente gli interessati al delegato). Se il Wwf, da lei tirato in ballo, interviene per contraddirla, si infastidisce. Le è stato spiegato cosa può tagliare e cosa no, le è stata offerta collaborazione e si lamenta? Se, poi, l’attività di pulizia dell’arenile dalla vegetazione infestante che copre rifiuti di ogni genere e ha compromesso la dinamica ecologica di quell’area non è contemplata nel suo capitolato speciale è un problema suo e di chi fa le gare d’appalto non certo del Wwf né del delegato in quanto avvocato, il quale ha iscritto in qualità di cittadino e ambientalista non certo di legale (conoscere i capitolati speciali e le attività contemplate spetta semmai ai tecnici comunali e agli assessori)».

«E se mi dice che appartiene alla competenza di un altro assessorato le rispondo che l’amministrazione è unica per quanto ci riguarda. E comunque non è affare del Wwf a quale assessorato compete. L’amministrazione comunale non è a compartimenti stagni. Anche se un appalto rientra nell’ambito dei lavori pubblici questo non significa che non ha rilievo o non può presentare quei profili di interesse ambientale, dei quali si occupa. Basti pensare ai lavori di rifacimento della piazza di via Spogliatore dove sono stati tagliati degli alberi e quelli ripiantati sono seccati. Mi vuol dire che della sorte di quegli alberi lei non si deve interessare perché i lavori sono stati realizzati da un ‘altro assessorato? Se c’è una cosa che non si può negare questa è rappresentata dalle condizioni di degrado in cui versa la spiaggia in questione (sono i cittadini in primis a lamentarsene). Situazione che il comune di Vibo Valentia è chiamato a risolvere, attraverso il suo o altro assessorato poco importa. Se il problema è di carattere economico, se l ‘amministrazione non lo ha già fatto, può sempre accedere al bando regionale (legge regionale 22 settembre 1998 n. 10 come modificato con legge regionale 23 dicembre 2022 n. 55 – contributi ai comuni costieri per la pulizia delle spiagge destinate alla libera balneazione tagione Balneare 2023) o attingere alla tassa di soggiorno (trai criteri che riguardano i comuni costieri c’è anche quello della lunghezza delle spiagge) .Per concludere con questa polemica surreale, l’intervento del delegato, caro assessore, riguardava solo in minima parte la pulizia dell’arenile di Bivona mentre investiva, seppure sinteticamente , alcune problematiche di carattere ambientale molto più serie ma su quelle nessuno ha avuto nulla da dire».

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