venerdì,Maggio 7 2021

Drapia, beccaccia presa a fucilate a caccia chiusa

L’animale ferito recuperato da un passante che lo ha affidato al Wwf per il trasferimento al Cras di Catanzaro

Drapia, beccaccia presa a fucilate a caccia chiusa
La beccaccia ferita a Drapia

La beccaccia è uno straordinario uccellomigratore che ogni anno, a cominciare dai mesi autunnali, giunge dai quartieri centro-settentrionali europei dove ha nidificato, per svernareneinostriboschi, in attesa di riprendere il lungo volo di ritorno che la riporteràdoveèsolitariprodursi. E ogni anno paga il suo pesante tributo alla caccia che viene praticata nei suoi confronti, spesso con sistemivietatidallalegge, come la cosiddetta “posta”: un vero e proprio agguato nei momenti in cui (al tramonto e all’alba) il volatile lascia il bosco dove ha trascorso la giornata o vi fa ritorno.

Uno di questi splendidi animali è stato feritodaunafucilata esplosa nel territorio di Drapia prima di finire ai bordi della strada, e solo la sensibilità di un cittadino di passaggio (AntonioLorenzo) e di suo figlio, hanno impedito che finisse schiacciata sotto un’auto.

Per l’affidamento del caso, nella stessa giornata di domenica, la beccaccia è stata consegnata al responsabile scientifico del Wwfvibonese, PinoPaolillo, che non ha potuto fare a meno di notare che la caccia a tale specie, secondo il calendario venatorio della Regione Calabria, eragiàchiusadaseigiorni per cui, anche in questo caso, si è trattato di un vero e proprio atto di bracconaggio. L’episodio mette di nuovo in risalto l’assoluta e gravissima mancanzadiqualsivogliaformadicontrasto alle varie forme di caccia illegale. L’assenza di un servizio costante ed efficiente di controllo dell’ attività venatoria non può che favorire un atteggiamento di autentica anarchia venatoria, dove ognuno si sente libero di fare ciò che vuole violando allegramente le norme che in teoria, ma purtroppo solo in teoria, dovrebbero tutelare la fauna selvatica calabrese dettando i tempi, i luoghi e le modalitàdiabbattimentodellespeciecacciabili.

Ciononostante la Regione Calabria, anche quest’anno ha deciso di prolungarefinoal10febbraio la chiusura della stagione, con la ridicola scusa di consentire la caccia alle cornacchie e alle gazze. A tale proposito, anche sul tema della tutela della biodiversità calabrese il Wwf valuterà nei prossimi mesi il livellodisensibilitàambientale della nuova Giunta. La beccaccia, grazie ad una staffetta di volontari del Wwf di Vibo, è stata trasportataalCrasdiCatanzaro nella stessa mattinata di lunedì.

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