domenica,Luglio 25 2021

Chiusura dei “wet market”, un miletese alla guida della crociata anti-virus

Matteo Cupi, 35 anni, è fondatore e direttore di Animal Equality Italia, l’organizzazione che si batte per l’abolizione dei mercati degli animali vivi da cui si ritiene sia avvenuta la trasmissione del Covid-19 all’uomo

Chiusura dei “wet market”, un miletese alla guida della crociata anti-virus
Matteo Cupi, nato a Milano da genitori di Mileto
Un “wet market” in India

Nelle scorse settimane l’organizzazione internazionale “AnimalyEquality” ha lanciato la campagna per chiedere alle Nazioni Unite di chiudere i “wetmarket” sparsi per il globo. Un tema di grande attualità, visto che una delle ipotesi più accreditate, riguardo all’origine del Coronavirus, è che il tutto abbia preso piede proprio nel mercato cinese del pesce di Wuhan, noto per il commercio di animali selvatici. Tanti gli scienziati e i ricercatori di fama internazionale che propendono per questa tesi. La petizione in pochi giorni ha ottenuto oltre 400mila adesioni, 200mila solo in Italia, tant’è che nelle scorse ore la stessa ElizabethMarumaMrema – responsabile della convenzione delle Nazioni Unite sulla biodiversità – si è dichiarata a favore della messa al bando mondiale dei wet market, “mercati umidi” il cui nome deriva in parte dal sangue, dalle viscere, dalle squame e dall’acqua che bagnano i pavimenti delle bancarelle, provenienti dai resti degli animali brutalmente uccisi per soddisfare i clienti che desiderano carne appena macellata. [Continua]

«Se non cambierà il nostro rapporto con il cibo non avremo imparato niente»

Matteo Cupi

Sull’argomento Il Vibonese ha interpellato MatteoCupi, fondatore di “Animaly Equality” Italia. L’attuale direttore esecutivo nazionale dell’Organizzazione vanta, tra l’altro, origini calabresi, essendo nato in Lombardia da genitori, entrambi di Mileto. Qui rimane «una parte del suo cuore», nonostante continui a girare il mondo nell’ambito del suo ormai ultra quindicennale impegno a difesa degli animali. «È indubbio – afferma riguardo alla pandemia il 35enne – che il Covid-19 sta mettendo in discussione tutto l’attuale sistema planetario. Evidentemente, scelte prese in passato non erano poi così tanto intelligenti come venivano propugnate, e oggi, purtroppo, ne paghiamo le conseguenze, tanti perdendo sfortunatamente la vita. Certe istanze da noi poste su temi come l’inquinamento ambientale, gli allevamenti industriali e la globalizzazione sfrenata – aggiunge – oggi diventano più attuali che mai. Così come la battaglia per la chiusura dei wet market, dato che è ormai certo che virus come quelli della Sars e dell’influenza H1N1(suina) hanno avuto origine dagli animali e poi sono arrivati all’essere umano causando pericolosi focolai. Di questo sono convinti tanti ricercatori, anche riguardo al Covid-19».

Per il direttore nazionale di “Animaly Equality”, tuttavia, da questi momenti tragici l’umanità ne potrà uscire ancora più forte, «soprattutto se prenderà lezione dagli sbagli passati e approfitterà delle opportunità future». Rimane, però, il dato di fatto: «La crisi dovuta al propagarsi del coronavirus è gravissima e non potremo più tornare alla normalità, perché proprio quello che abbiamo sempre considerato normalità è il problema». Infine, un pensiero alla “sua” terra d’origine. «La Calabria e Mileto, facendo gli scongiuri, stanno rispondendo bene. Continuiamo però a tenere alta la guardia, seguendo le norme igienico-sanitarie utili a tenere a bada il propagarsi del coronavirus. Chi è lontano da lì, come me, riesce ad apprezzare ancora di più l’energia e i valori di accoglienza e ospitalità che la contraddistinguono. Un qualcosa che non ha eguali e difficile da spiegare a parole, che spero di ritrovare al più presto, magari già in estate».

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