Eco distretto a Sant’Onofrio, nuovi comitati pronti a dare battaglia

A Vibo nasce una nuova realtà, di cui fa parte anche l’ex sindaco Elio Costa, che indica come soluzione l’aggregazione con l’Ato di Catanzaro. A Stefanaconi si riuniscono i cittadini di vari comuni
A Vibo nasce una nuova realtà, di cui fa parte anche l’ex sindaco Elio Costa, che indica come soluzione l’aggregazione con l’Ato di Catanzaro. A Stefanaconi si riuniscono i cittadini di vari comuni
Informazione pubblicitaria
La riunione di ieri a Stefanaconi
Informazione pubblicitaria

Crescono malcontento e preoccupazione tra la popolazione dei centri maggiormente interessati dal progetto di realizzazione dell’Eco distretto dei rifiuti a servizio dei comuni della provincia di Vibo, la cui edificazione è stata deliberata dall’assemblea dell’Ato nel territorio del comune di Sant’Onofrio.

Dopo una fase di sostanziale stasi, le voci di dissenso tornano a farsi sentire apertamente a pochi giorni dagli ultimi sviluppi (l’ordinanza regionale che impone la pubblicazione del bando per la progettazione del sito e la conseguente delibera Ato che dà il “la” allo studio di fattibilità) e nuovi comitati sono pronti a scendere in campo con azioni concrete per evidenziare i limiti del progetto ed impedirne la conclusione. [Continua]

Informazione pubblicitaria

Così, nella serata di ieri, su iniziativa di un gruppo di cittadini di vari comuni, l’aula consiliare del Municipio di Stefanaconi ha ospitato il primo incontro di un costituendo nuovo comitato che ha la dichiarata intenzione di battersi affinché il rischio di vedere realizzata una nuova discarica venga scongiurato. Presenti cittadini di Sant’Onofrio – e tra questi il nucleo del comitato “No discarica” già costituito nel 2017 -, di Maierato, Filogaso, Pizzoni, Vazzano e Vibo, nel corso dell’incontro sono intervenuti anche i sindaci di Filogaso e Stefanaconi, Massimo Trimmeliti e Salvatore Solano, vale a dire coloro che da posizioni istituzionali hanno mosso le critiche più consistenti al progetto portato avanti dall’Ato n. 4.

L’assemblea a breve definirà i suoi organi direttivi e darà vita ad un comitato scientifico del quale faranno parte medici ed esperti del settore, allo scopo di avviare dei propri studi di fattibilità e verificare il reale impatto ambientale e sanitario della piattaforma di trattamento e della collegata discarica di servizio.

A Vibo nasce il Comitato per la difesa di ambiente e legalità

Il sito prescelto per ospitare l’Eco distretto

Significativa iniziativa anche nel comune capoluogo dove si moltiplicano le voci critiche rispetto al progetto in questione. A farsene portavoce è anche qui un nuovo comitato, denominato “Comitato cittadino per la difesa dell’ambiente e della legalità”, presieduto dall’ex consigliere comunale Samantha Mercadante e fondato, tra gli altri, dal capogruppo del Pd in consiglio comunale Stefano Luciano e dall’ex sindaco Elio Costa.       

Ed è proprio quest’ultimo, già voce critica all’interno dell’Ato, a muovere le osservazioni più circostanziate sulla problematica, fornendo – come afferma – «le dovute precisazioni alle argomentazioni sostenute soprattutto dal sindaco di Sant’Onofrio».  Per Costa la linea da seguire è quella che può consentire la riduzione al minimo della tariffa a carico dei cittadini e la strategia è quella di associarsi all’Ato di Catanzaro.

«La direttiva comunitaria – ricorda Costa -, stabilisce che la soluzione debba essere quella che minimizza la tariffa a carico dei cittadini, che nel caso di condivisione di un unico impianto sarà uguale per entrambe le comunità di Catanzaro e Vibo. È facile comprendere l’abbattimento dei costi se si utilizzerà un solo impianto comune impiegato su due turni giornalieri anziché due impianti impiegati ciascuno su un turno. La scelta di fare uno o due impianti dovrà avvenire prima possibile in quanto l’Ato Catanzaro ha già iniziato a redigere il proprio Piano d’ambito con l’approvazione delle linee guida e la ricognizione in corso. Senza una nostra decisione, l’Ato Catanzaro – prosegue – non può che proporre la gara pubblica, una volta redatto e approvato il suo Piano d’Ambito con l’impianto di Lamezia Terme esclusivamente per il loro fabbisogno. Se si vuole condividere un percorso comune cofinanziando e realizzando un unico impianto è necessario esprimerci prima possibile, solo così la tariffa rifiuti sarà più sopportabile dalle nostre comunità».

Per l’ex sindaco sul territorio vibonese servono soluzioni progettuali («già finanziate dal Conai») tese a «migliorare il sistema di smaltimento dei rifiuti dell’intera provincia, tra le quali anche l’ipotesi di realizzare eventuali centri di trasferenza o simili ovvero mini-discariche a supporto dell’impianto di trattamento, in un’ottica di territorio provinciale e regionale».

L’Eco centro di Sant’Onofrio, annota infine il nuovo comitato, «ha incontrato la resistenza di una parte della popolazione e ad oggi i tempi di realizzazione dello stesso appaiono piuttosto lontani, viceversa la soluzione di potenziare, adeguandolo, l’impianto di Lamezia Terme sembra essere ragionevolmente più vicina e potrebbe dare una soluzione immediata al problema. Nulla vieta che al termine di una fase transitoria, durante la quale il Comune di Vibo Valentia, in qualità di capofila della comunità d’ambito, potrà individuare soluzioni tecniche differenti, che vadano verso l’autosufficienza del sistema Ato».